Pubblicata il 18/10/2013
Ciglio stanco ma accorto,
osserva e tace;
parla poco per salvar la pace.
l’ansia del notato,
del cruccio sorto dal capito
fa pianto celato e lo tramuta in riso.
non parla il vecchio, sta zitto,
ma sa che l’animo s’affina,
non declina anche se sconfitto.
lui coltiva la grazia ed incoraggia,
sa che dal fondo il meglio ne riaffiora,
e fede è l’ultima sua spiaggia.
anche se dimesso e malandato,
non muore un vecchio per dolore,
piuttosto per l’amor che non ha dato.
pur se da corda è divenuto spago
e quel che diede nessuno lo ricorda
è sempre pago di donar sorrisi
quanto vorrebbe rallentare il tempo,
scagliargli frecce per addormentare,
corrergli dietro e farlo rincasare
dargli addosso con gli echi del passato.
anche se il cuore pesa petto
rifarebbe tutto per dispetto.
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Bellissima e profonda: L'incantesimo dei nonni. Un abbraccio,patty

il 18/10/2013 alle 15:42

un pozzo di esperienza nel profondo,sempre in gamba, un saluto

il 18/10/2013 alle 16:35

Esperienza a fior di pelle che pelle d'oca provocò!

il 18/10/2013 alle 22:53

Notevole questa tua poesia. Mi ha emozionato, forse perché ormai, dallo spiraglio della porta vedo le cose che hai scritto, ed inizio a percepirle. Molto vera e profonda. Complimenti, questa me la copio per rileggerla nel tempo.

il 19/10/2013 alle 00:11

caro ugo,anch'io ormai sono vecchia e quindi con maggior sensibilita e pertinenza' posso meglio comprendere questi tuoi versi profondi,bellissimi e veri.Penso pero' che a volte i vecchi soffrano non solo x l'amore che non han dato ma soprattutto x quello che adesso non ricevono piu'.un abbraccio ugo,sei un grande Marinella

il 19/10/2013 alle 09:26

Dobbiamo tacere, noi vecchi, i figli poco ci ascoltano. Solo per i nipotini siamo ancora speciali, finché sono piccolini. Ma abbiamo fatto la nostra parte. Non serve fare i conti, è stato ciò che doveva essere, ma non sapremo mai il perché. La tua poesia è molto bella, bravo davvero.

il 19/10/2013 alle 11:22