Pubblicata il 20/11/2002
Se mai una sera ti parrà, cara,
di essere un poco sola
e che i nostri ragazzi siano,
in qualche modo, usciti dalla nostra vita,
se quella sera per avventura
ti prendesse voglia di ritrovarmi un poco,
bene, allora ti dico
non cercarmi col fascio di mimosa
in qualche marmo,
o nei sentieri di ghiaia, al cimitero.

Io sarò là,
dovunque sia campagna al tramonto,
dove l’acqua piega l’erba e poi continua,
dove i ragazzi vanno scalzi
gonfiati dalle loro camicie alle spalle
dagli anni così accesi come ali.

Io conosco quel tempo.
Sulla proda si era sempre innamorati,
senza ancora sapere il vino
e nemmeno una donna come fosse.

Ma se davvero, ti venisse una sera malinconia
e magari un certo pensiero di me,
lascia da parte, ti prego, il cimitero.
Ad aprile, in una qualche campagna
con l’acqua che canta o geme,
col seme che si ascolta crescere,
là io sarò.

Come se appena fossi andato,
come se non fossi mai andato,
libero, innamorato. Là io sarò.



Luca Buzzoni
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bella questa tua dedica a tua moglie ester

il 20/11/2002 alle 19:01