Pubblicata il 20/07/2013
19 Luglio 1992: cronaca

ore 17,16 -

“Il primo dispaccio di Agenzia”
si abbatte come la sciabolata di un lampo:
“attentato.”

a Palermo, le pareti murarie
tremano, l’asfalto si liquefa,
gli oleandri s’impiccano
alle guglie dei cancelli.

ore 17,40 -

“Sul luogo dell’attentato
le ambulanze hanno raccolto
decine di feriti”

uno, mille, centomila uomini
i vivi e i morti accorrono
a vedere il terrore bellico,
le rovine improvvise
di una nuova Gerico,
sotto il sole di un luglio tramortito.

ore 17,50 -

“Nell’attentato è rimasto ferito
un magistrato: una mano
è stata raccolta da terra”

quella mano che prima attendeva
l’abbraccio materno (anche i martiri, sai
hanno una madre)
recisa dal corpo, come foglia volata
chissà dove, tra le ultime rose
addormentate, tra le dalie
col capo reclinato dalla sete,
tra i campanelli dei gelsomini
silenziosi per la consegna del silenzio
post-prandiale.

ore 18,01

“Periti 4 agenti della scorta
nelle loro auto blindate”

eufemismo di:
“bruciati come topi
nelle loro trappole”.

i loro cuori sono inceneriti,
i loro corpi aderiscono
alla finta pelle dei sedili.
ardono.
non fu permesso loro
di gridare all’appello
improvviso: - Mio Dio, Eccoci! -

“ore 18,15: la conferma dell’uccisione”

e’ “certamente lui”,
il Giudice Borsellino.
il suo corpo carbonizzato,
con il braccio destro
troncato di netto è nel cortile
del palazzo”
come un improvviso nubifragio
che ci coglie ignudi,
ecco il tempo della nuova
apocalisse.

come una rapida sassaiola
di granate i media
ce ne inviano
le immagini.

“I morti sono 5. Tra di essi
una giovane donna.”
una donna
con la sua storia,
il suo paese,
il suo amore,
il suo nome,
eMANUEla loi.

la prima vittima
di quel sesso gentile
che volle fare l’agente di scorta,
imparando a contenere
il cespuglio di capelli
nella guardina di un berretto
militare,
per diventare scudo
di un uomo,
la sua guardia,
la sua inconsapevole vittima.

ore 18,22 -

“Il corpo di Emanuela Loi
è stato ritrovato in un giardino”
tra le bocche di clorofilla
ci furono grida concitate:
accorrete! Venite a vedere
anche voi; Qui nel giardino
è nato un nuovo fiore!
senza seme né trapianto.

un fiore di carne
che un attimo prima
palpitava, respirava,
spargeva il profumo
delle sue risa.

ora,
ha un cespuglio di capelli
per corolla,
e un ibiscus di sangue
sulla bocca.
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Un abbraccio!

il 20/07/2013 alle 01:32

cronaca che ancora sgomenta ,ma la testimonianza è vita ,resiste alla mortale lontananza ,brava anna ,che ricordi ,un abbraccione cate

il 20/07/2013 alle 08:55

Grazie Sir, grazie Cate, ricambio l'affettuoso abbraccio!

il 20/07/2013 alle 09:52
Jul

Lo sconcerto immenso, pensando a questi martiri del terrorismo, per assurdo, di questi eroi, si tende a farne dei fessi, si proprio così dei fessi che hanno lavorato per la libertà e la giustizia, loro sono morti, ma il SISTEMA continua a perpetrarsi e se ne infischia di tutto, raccogliendo intorno a sé migliaia di vittime dell'odio e della povertà, gente che non si sente tutelata da nessuno ed è pronta a mettersi al servizio del potente fuorilegge...

il 20/07/2013 alle 12:20

Deamor un inchino per un ricordo che e' piu' sacro di altri ,se vuoi risposte rivolgiti al presidente della repubblica,un salutone e buona domenica

il 20/07/2013 alle 18:53

Umanamente struggente. Disarmante. Ancor di più il fatto che non conosceremo mai la verità. Forse fra 100 anni o giù di lì!

il 21/07/2013 alle 00:44

Versi mirabili che resteranno accesi come una fiamma alla memoria per non dimenticare. Bravissima! Un abbraccio,patty

il 21/07/2013 alle 08:16