Pubblicata il 30/06/2013
Quale confine vorrei toccare per
contenere la mia inutilità
notte esangue raccolgo suoni
fin dentro le ossa gli echi
di domande ancora al fianco
della mia sforzata vitalità.
fremono le immagini
dentro la pelle immobile
tendini ormai rigidi
accorciano muscoli
che mai si allungheranno
nell'urlo rabbioso e liberatorio
chi son io, per quale gente soffrì
e patii, chi mi accolse nel suo grembo
e perché. Mescolo geni
di avi mai conosciuti che in me soffiarono
venti tempestuosi e contrari
scirocco contro maestrale.
vengono a me cavalieri e dame
di un grande imbroglio, mentre
oneroso mi appare specchiarmi
nell'acqua e riconoscere l'inganno.
non ebbi mai a provare di essere
ciò che sono, non provai a dimenticare
ciò che non sono, arrovellarmi
mi toccò e cercare altrove
in altrui tormenti. Pietosa
una frustata bramo per correre
e staccare dalla nuda terra
la mia nuda carne.
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Molto ben scritta, milady! Tra le righe scorgo la tua bellezza interiore! Sei una meraviglia!

il 30/06/2013 alle 17:37

qui abbiamo solo bisogno di un reset per poi ripartire normalmente ,in modo che solo la bellezza interiore ne abbia di gioire ,un saluto

il 30/06/2013 alle 19:06

intensa..brava

il 30/06/2013 alle 21:24

brava, molto bella questa tua poesia che ho letto con piacere marinella

il 01/07/2013 alle 15:32

bravo :-)

il 01/07/2013 alle 18:06

Grazie a tutti, anche a quelli che mi hanno detto brava: ma io masculu sugnu... Un grazie particolare ad Astio.

il 01/07/2013 alle 22:33

Molto ben scritta, masculu! Tra le righe scorgo la tua bellezza interiore! Sei una meraviglia!

il 01/07/2013 alle 23:56

Molto gradita, bella.

il 07/07/2013 alle 10:06