Pubblicata il 15/04/2013
Strade dei miei ultimi giorni
affollano la mia mente
per nulla capiente.
un'essenziale cuscino per i pensieri
inseguiti, perseguiti dai gemiti
della sera, un televisore esplora
gli ultimi spazi di coscienza
ci spinge parole e parole
promesse da marinaio
un cavallo baio, un sedere ed una sdraio.
perduta vita ricamata a mano
e bruciata una sera ad aspettare prebende
tra un laico lasco ed un portatore sano.
mi cullo e mi dolgo delle dolci parole
del dolce piacere di giocare con le sere
signore appannate, stregate e stressate
raggiunte e sfrenate, tra tanti ardori
il mio ed il tuo ci toccava inventare.
non disperar di questo penar
polvere non coprirà il nome tuo stampato.
manca il respiro al mio desiderio
stanca al ritiro del tuo consegnatario,
friggono le parole, giacciono le stuole
di canovacci andati inutili e ritardati.
mentre è più viva la mia nostalgia
di una sera che è sera
che il tuo tempo passato non mi porti più via.
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bravo :-)

il 16/04/2013 alle 08:23