Pubblicata il 10/03/2013
tonfo sordo ad ogni suo passo,
si mimetizza tra i cespugli,
in eterna fuga contro se stesso,
riluttante verso la sua natura.

negli anni antecedenti,
pochi sventurati avventurieri lo videro,
gli si scagliarono addosso con sassi e bastoni,
ma nessuno vide i suoi occhi tristi.

quegli occhi da bambino,
imprigionati nel corpo di un mostro,
quella sembianza grottesca,
tuttavia,non era la sua più grande condanna.

aveva imparato a conviverci,
finchè delitti immagginari gli furono addossati,
fino a quando divenne sinonimo di terrore per i più piccoli,
e sinonimo di diverso per i grandi.

mai aveva torto anche un solo capello a un umano,
ne era spaventato ma attratto,
si limitava a spiarli di nascosto,
a guardarli barricati nei loro giardini.

ma ora si reclamava la sua buffa testa,
e la sua non vita diveniva motivo di tristezza,
un buffo trofeo vivente era,
e a ucciderlo era la consapevolezza.

poi pensò,e giunse ad una conclusione:
gli bastava un copricapo e un cappotto,
per essere come gli umani,
ma gli umani sarebbero mai potuti essere come lui?
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a parte il passaggio dell'aver mai torto un capello...mi hai fatto ricordare la Creatura di Frankenstein...preferisco creatura a mostro, perchè alla fine era più umano dell'uomo stesso...un bel testo..riflessivo, ciao pako.

il 10/03/2013 alle 14:20

ho usato il termine mostro per il ripudio nutrito verso se stesso, e per sottolineare il punto di vista degli uomini;concordo sulla sua umanità.Come avrai capito ho cercato di includere più elementi: l'accettazione della propria natura,l'ignoranza verso il diverso che diviene timore,e la superficialità del giudizio umano,ciao Andrea e buona domenica

il 10/03/2013 alle 14:35

a me ha ricordato shrek! lo dico nel senso buono.. il diverso diventa sempre il capro espiatorio delle nostre paure.. se solo fossimo disposti a guardare più in là del nostro naso...

il 10/03/2013 alle 17:35

hahah beh sempre di un diverso si tratta..purtroppo ciò che si vorrebbe fare non coincide con ciò che facciamo,perlomeno,non tutte le volte;se solo scrutassimo dentro noi stessi,prima di scrutare gli altri...

il 10/03/2013 alle 19:14

è impossibile.. è come se tutti formassimo una lunghissima fila indiana, e ognuno porta i suoi difetti sulle spalle.. lì in fila noi riusciremo a guardare solo e soltanto i difetti di chi è davanti a noi, e chi è dietro di noi guarderà solo i nostri difetti.. non mi ricordo chi l'ha scritto... ma rimane difficile scegliere un'altra prospettiva.. perché verrai giudicato un diverso.. e così via..

il 10/03/2013 alle 20:48

quindi si delinea una sorta di catena di diversità,beh credo che su cento anelli uno debole ci sarà,pronto a cercare la rottura della stessa. Secondo me la causa di tutto è la paura,abbiamo paura di noi stessi,per questo dobbiamo rivolgerci agli altri,ma la paura può essere vinta..

il 11/03/2013 alle 10:55