Pubblicata il 06/02/2013
Il vento,
alzò la sua potente bocca
che a stento,
riuscimmo a vedere il colore
delle foglie, volanti
nel cielo incolore
dove dei saggi
o forse dei Santi
scendevano per dare lezione.

Ricordo gli stomaci
di tutti, pesanti,
ricordo quell’infausto
magone, non vi erano prìncipi
a salvare fanciulle
su di un castello,
ma solo le briciole
di un gatto mammone,
anch’ esso spaventato
da tanta confusione.

Per tutti pesava un fardello,
ma il carico
pareva ad altri destinato,
ognuno andava avanti
sentendosi stanco
del solo fatto
di essersi lamentato.

Il pozzo si faceva
sempre più profondo
ma al posto dell’acqua,
salivan lacrime salate,
e la gente a bocca torta
si dissetava
guardava il cielo
e si disgustava.
A letto,
nell’oscurità,
poi tutto
passava.

Ma il giorno
in agguato, voleva destare
queste anime arrabbiate
con il sole,
troppo lucente da guardare!
In uno scantinato
cercavano i ricordi
e ostentavano ricchezza
spolverando Tradizioni,
troppo dolorose
da abbandonare.

Il cavallo del cambiamento
nitriva, spazientito
sotto un quadro di Gandhi
che stupito inorridiva,
e alle loro spalle
irritato si divertiva.

Ricordo le armi
invocate da chi,
con tasche gonfie,
si vestiva coprendosi
di arie tronfie.

Parlavano di rivoluzione
e poi morti
contro morti
e violenza, contro
le violente persone.

Mentre le nuvole
attorcigliarono il mondo,
e Socrate morì
bevendo Coca- Cola,
il venditore di ombrelli
si fece tondo tondo.

Tonda fu pure
quella colomba che vola
dalla finestra
di una piazza, e
distilla parole
come oro (finto) in una tazza.

Ma non una parola
per il mendicante muto
che urla ma non parla
e intanto stringe stretto
la sua anima, che franca
vuole farla.

La codardia,
nascosta da virtù,
pose una pietra
sugli occhi della terrazza
e volò
su di una nuvola.

La gente
inerme nella piazza,
salutò l’enorme
volatile confusione,
un po’ stravolta,
per l’esperienza persa
ma cortese,
stringendosi in sincera comunione,
gli occhi fissi
l’un l’altra
come a non voler perdere
questa insolita occasione;
dai propri umani gesti
iniziò la sola vera
Rivoluzione!
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non è certo al vento che si disperde questa voce ventosa. la rileggo e me la tengo!

il 07/02/2013 alle 12:17

Amico\a mio\a: alcuni di voi hanno già letto le mie due di ieri 6 febbraio “Una barca che fa acqua da troppi buchi” e “Leggete tutti mi raccomando” sono esplicite denunce al malfunzionamento diPH. Ieri ho ricevuto una email da parte di PH che mi informa che ambedue sono state tolte ma pare che così non è avvenuto. Se siete d’accordo con me fate anche voi pressione perché la redazione capisca che conta di più il parere di noi scrittori sul meccanismo che il loro in quanto gestori. In fondo, chi tiene in piedi il sito? Solo noi poeti e scrittori. Quindi, venissero incontro alle nostre esigenze. Vi ringrazio tutti, Enio

il 07/02/2013 alle 12:17

Grazie Enio per il commento alla poesia e concordo con te per quanto scritto nel secondo commento e cercherò quindi di fare anche io pressione per questo. Voce

il 07/02/2013 alle 13:59