Pubblicata il 30/12/2012
Parevano calici
innalzati all'aurora
timidi gigli
spuntati sul prato
bianchi
come il candore
della prima neve.
Lacrime di rugiada
piccole
sugli steli rivolti al cielo
pollini dorati
danzanti
come baci
che arrivan sulla bocca
sfiorando il respiro.
Sento nella mia carne
la bellezza sognante
che sa di divino.
Gigli candidi
folletti di luce
che profumano il mattino
occhi sacri che non taciono
ma gridano
oro e neve
con il loro sorriso.
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Ciao, ninetta! I tuoi gigli sono candidi, come sei tu.... Un abbraccio, rom.

il 30/12/2012 alle 12:50

Ninetta è bellissima! Hai esaltato magnificamente il candore e la bellezza dei gigli con una descrizione così fine e dettagliata da lasciare a bocca aperta. Hai inoltre esaltato l'autore di tale bellezza. Nel mio piccolo esalto te come creatrice di questi magnifici versi. Buone feste Giorgio

il 30/12/2012 alle 18:41

Nessun giglio è mai stato decantato in modo così sublime...intensa liricità, piena d passione e sentimento, tra delicatezza e amore, fragilità e dolore... Un connubio di finezza e rapimento estasianti. Ti abbraccio infinitamente ninetta buon anno pieno di pace e amore. Andrea^^

il 31/12/2012 alle 00:26

lirica dal nitore di giglio! bella davvero un caro augurio lilli

il 31/12/2012 alle 08:17

grazie Andrea e lilli,buon anno di cuore. ninetta

il 31/12/2012 alle 10:40

meravigliosa

il 09/01/2013 alle 08:38

bellissima, primaverile e stupenda. brava. nanni

il 14/01/2013 alle 18:32

Belle immagini. e delicati sentimenti in scorrevoli versi...

il 21/07/2013 alle 18:03