Pubblicata il 30/11/2012
Filo spinato avvolge il tuo candido corpo,tributo di secolari riti vodoo
l’altare è mascherato dal lino delle lenzuola,mentre l’ombra del carnefice minaccia la nostra purezza
silenzio liquido mi rende febbricitante nella ricerca del contatto,dammi un po’ di torpore
trascinami nella spirale d’odio da cui vieni,mentre urla di terrore si uniscono a questa messa nera.
So che sei peccato,so che sei diversa dalla mia proiezione mentale di sperduta fanciulla che corre nei campi dell’eterno riposo
So che bevi dallo stesso calice di Dracula,so che a forgiarti fu il fuoco purificatore,desideroso di ustionarmi
ma mi sarà utile,preferisco la perdizione al restare prigioniero di tentacoli d’oro,del boia mascherato che brama le poche particelle di gioia rimaste
getta quel cappuccio ,conosco il tuo volto!
Mi avrà lei,sarà lei a consumare le mie ossa,prima che lo faccia il tramonto di cartone,
perché io vivo
e dunque sono perduto,perduto in una notte,in cui solo l’aria fresca mi nutrirò,un posacenere amico mi venderà del veleno,veleno con cui combattere quel cancro aggressivo,divoratore di cellule ,cerbero dal sangue ghiacciato,ma passerà,la persiana si leverà ancora.
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Questo trovo sia il migliore brano da te scritto...
vivido, suggestivo...mi viene voglia di leggerlo e leggerlo e leggerlo tante volte ancora...
cari saluti,
Andrea.

il 30/11/2012 alle 17:38

si in effetti piace molto anche a me,sono riuscito ad esprimere bene l'angoscia che pervade nelle notti in cui si cerca di combattere una donna con un altra,grazie per l'apprezzamento,significa molto per me,ciao

il 30/11/2012 alle 18:10