Utente eliminato
Pubblicata il 13/11/2012
violentami
crudele natura,
riavvolgi la seta
che annusai
nei suoi capelli.
l'acqua non bagna più
i miei piedi,
incomincio
ad osservarla dall'alto;
mi fa paura
sapere che il mare
è finito ormai,
tutto si è prosciugato
e si chiude nel ricordo.
ma so che un giorno
ritornerà la terra
a bagnarsi da sola,
la neve a crescere nei campi
ed il tuo volto
accarezzarmi
le fredde guance estive.
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Il distacco, l’assenza, il rammarico e la consapevolezza della mancanza incolmabile, quando qualcosa che ha riempito la vita finisce, diventano la consapevolezza che niente sarà più come prima.Hai scritto una bella poesia che rende appieno quei momenti infiniti in cui la tristezza cammina al fianco di chi soffre.
Ciao

il 13/11/2012 alle 13:51