Pubblicata il 07/11/2012
Così ad occhi chiusi
semplicemente
non sentire più il troppo peso
malamente sopportato

ti prego: senti il sentirti ed io
sento
la terra assurda che sovrasta
non voglio cercare vocali migliori
è tutto qui,
adagiato come ombra
fa strano il riverbero odi tu l’odore
della musica-morte?

Eri al ballo ieri, un vortice giù per le scale
la gioia tracannata sì giù per la gola
il vino bianco dolce-secco, tenero amore
bacetti sul collo stretti stretti

le caselle, le ricordi? Su un piede solo
non barare. I gessetti sull’asfalto
ora te lo devo dire, bisogna raccogliere
ogni pudore, e dire:

mi spiace, sei fuori.
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rebel, fabio: :-) (che sta per: grazie!!!!)

il 07/11/2012 alle 20:55

l'avevo già vista nel primo pomeriggio, di sfuggita causa tempo, mi aveva colpito subito, per la sua originalità, per la tristezza che la pervade, per quel richiamo finale forse ad un innocenza perduta, che è forse solo un desiderio a cui non credi molto...In una parola bella, se poesia è smuovere, far pensare, lasciare in chi legge un senso incompiuto ineffabile sul mistero della vita e dei sentimenti...

il 07/11/2012 alle 21:17

...Cara PatPath,
sei riuscita a gettare un'ombra
di sensualità sul Gioco della Settimana...
La posta qual era ?
Per caso un paio di mutandine nere, ovviamente
da .....sfilarsi...

Un abbraccio,
rom.

il 07/11/2012 alle 21:22

ti prego: senti il sentirti ed io sento
ha un piede fuori dalla porta
mentre l'altro morì un altr'anno divorato da un dogo argentino.

il 08/11/2012 alle 11:33