Utente eliminato
Pubblicata il 03/11/2012
Padre
solo io so far smettere il tuo sorriso di bisturi
tu, cieco di me
annusami,
sono il sangue che lavasti dalle mani,
riconoscimi.
Immergi nel mio vergine magma,
respira dalla mia bocca,
che è la tua,
vedimi nudo,
vedi il Caino deforme.
Più d’un figlio
ti tengo per mano,
qui puoi piangere.
Posa per me.
Sei d’un tratto mia madre
finalmente il tuo seno mi sazia.
Non andare,
non c’è morte che salvi nel regno del mio solipsismo.
Paralizza,
fra miei apocrifi testi,
di, sei orgoglioso di me?
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Sono angosciato, esterrefatto, stupito, colpito, interessato...
un testo particolare, che non lascia indifferenti...
ma dai suoni torbidi, oscuri...
A.G.

il 04/11/2012 alle 11:58
dck


vedi
per me la lettura emoziona molto di più, quando puoi suolo intuire, progettare, interpretare, quale sia la fonte delle parole.
Quale sia la genesi della storia, la causa, la trama, l'effetto.
In questa ottica
il tuo lavoro è straordinario.

Dck

il 05/11/2012 alle 11:17

questo si nota...comunque è bello, ma lodavo sottointeso, se non era passata l'idea, lo sottolinea, è bello come testo...
erano le immagini che mi avevano un poco scioccato per così dire...
saluti,
Andrea.

il 05/11/2012 alle 20:20