Pubblicata il 22/10/2012
Affonda l'appeso fra le braccia del vuoto angosciato
volto spaurito del dolore insaziabile e crudele,
tanto cercato da chi mira la felicità
nelle dolcezze d'un volto
chiamato amico, amante, fratello, riflesso.

Tentennare all'eccessiva vaghezza d'un sorriso,
all'impalpabile leggerezza d'una mano veloce,
respirare l'odore estraneo dell'infatuato sguardo
e sospirare dolcemente nel pensiero
che -Queste felicità son dolci ed eterne-

Ma già qui non trovo più molo
perchè per ogni sole il cielo serba una tempesta
ed è quando la leggerezza diventa ricordo
e il sorriso sberleffo strapazzato sul volto
che si coglie l'amara essenza della felicità.

A.G.
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piaciuta molto, anche "per ogni sole il cielo serba una tempesta", rich.

il 22/10/2012 alle 10:44

tutto passa
e si trasforma...
a volte
anche il ricordo
si deforma..
bella poesia

un abbraccio

nino

il 22/10/2012 alle 21:25

grazisssssssime rich cara,
ti saluto
Andrea.

il 22/10/2012 alle 21:27

quanto è vero ciò che dici...
grazie del tuo graditissimo passaggio
e del commento a rima....
ciao nino,
ti abbraccio pure io
Andrea.

il 22/10/2012 alle 21:28

Ho appreso dopo che sei uno storico iscritto del sito...
grazie del gradito passaggio e dei complimenti,
ciao
Andrea.

il 27/10/2012 alle 14:20