Pubblicata il 24/09/2012
L’odore di vernice fresca
era come la sua vita
che stava ricominciando…

La nave della speranza solcava l’oceano scuro
e il vento sulle onde trasportava speranze certe
verso l’attesa partenza dell’arrivo.

La luna splendeva…

Dalla chioma castana una colomba bianca
attraversò gli occhi e si posò sul cuore.

Le parole scritte in ogni corpo celeste
e in ogni onda salmastra
erano fiori troppo belli per essere colti,
per questo morse con cattiveria
la panchina di legno.

La piccola immensità dell’uomo
si perse nell’immensità esterna
e trasportate da un’onda
le rose senza presente
si divisero in due abbracci.

L’acqua era fredda…
scendeva nello stomaco lentamente,
scendeva nello stomaco dolcemente.

Guardava gli occhi della nave là in alto
e negli occhi ridenti il sorriso sfocato
dell’amore futuro di un giorno passato.

Nella notte senza luna,
dall’acqua si sollevò una colomba bianca.
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Un quadro particolare della tragedia del Titanic...chissà quante colombe sono volate in cielo quella notte...

il 24/09/2012 alle 23:10