Pubblicata il 08/08/2012
C’era,
frinire di fronde in friabili istanti di luce.
Svanita la voce estiva,
svanita la vita primitiva.
Il vento crepa labbra di creta,
non più gabbiani di seta
ma testa di taccola nera.
Cigolanti brividi crespi
tra dita bianche di neve fanciulla.
Non più amabile canto ma tacito silenzio…
chiaro come sorrisi vuoti.
Inverno di cicale oggi;
ed è profondo dell’animo il tristo pianto.

A.G.
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...Ogni tanto mi fermo e ti scrivo
....Senza pensare di essere prima di altri
voglio vedere quanti si soffermeranno
su questi versi.....

Quell'inverno di cicale oggi....

Un abbraccio Andrea,
rom.

il 08/08/2012 alle 21:46

Grazie del tuo approdo a questi versi desolati...
persi tra il mare dei versi....
Penso che pochi saranno i visitatori,
il vento soffia altrove.
Poco male, l'importante è scrivere...
ciao Romeo e grazie,
Ti saluto e abbraccio
Andrea.

il 08/08/2012 alle 22:07

quel che svanisce, voce estiva, vita primitiva, è la forza di questa poesia secondo rich.

il 08/08/2012 alle 22:48

o grazie rich...sono felice delle tue parole, ti saluto
e abbraccio
Andrea.

il 09/08/2012 alle 12:16

grazie reb
ti abbraccio
Andre

il 09/08/2012 alle 19:23

sono i luoghi comuni che vedo di giorno in giorno, abitandoci, meno per il mantovano che a parte castiglione ed un altro paese di cui mi sfugge il nome non frequento molto...immaginavo che se avessi letto qualche testo più vecchio come questo, qualche ricordo sarebbe affiorato....l'importante e cogliere un nuovo aspetto di ciò che una volta era...grazie davvero per tutto, un caro saluto a te, andrea

il 20/01/2014 alle 11:45