Pubblicata il 08/05/2012
"quanto fiato
e tosse
ci bruciavano i polmoni
di salsedine aspra
su
per la gola
a noi due
appena dischiusi
dopo la notte...

sul mare
quanta poca luce
tremava su per il tetto
come lanterna
ricordi?

un poco di noi si spegneva
tra risa e paure e sospiri
la tua sottoveste di seta
la mia camicia salmastra
come formiche
ci guardava il cielo
dall'alto

piccoli amanti improvvisi
e poi
la grande lunga soffice
notte
per restituirci di nuovo
alle lame del giorno "
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l'amore scrive da sè i suoi versi. Grazie Ribelle.

il 08/05/2012 alle 12:10