Pubblicata il 23/04/2012
C'era una poesia, una canzone
che non ricordo,
che non volglio ricordare.
Ma anche turbando il pensiero
con ancestrali ragionamenti,
di quella poesia, di quella canzone
ricordo le parole
pleased the Lord,
piacque al Signore.

Che esista qualcosa d'imperturbabile
sopra i nostri capi sempre affranti
lo abbiamo sempre sperato.
Ma con ogni sole, con ogni luna
che l'orizzonte inghiotte e sputa
l'anima s'è rarefatta nel mondo
e la speranza è diventata dannazione.

Dannazione contro qualcuno senza volto.
Per un mondo senza gloria,
dove la gioia è presto coperta dalla sofferenza.
Per una vita senza amore,
dove la felicità è presto coperta dalla diffidenza.
Per i giorni passati da soli annaspando per vivere.
Per gli anni trascorsi nascosti aspettando una bugia.
Inascoltate quelle preghiere nel pianto sostenuto dai lupi.
Inascoltate quelle parole cadute nel nero abisso della notte.

Altre parole d'altra poesia o canzone
si ergono e spaziano il pensiero nella sera senza stelle.
Il Signore è solo come l'uomo gettato nel mondo.
Il Signore vaga come il mendicante scansato dal mondo.
Il Signore aspetta come il malato nell'agonia.
Il Signore è uno di tanti alla fermata del tempo.

La bruma nasconde il sole
e di pallidi colori s'accende l'esistenza
perchè così piacque al Signore.
Chi ancora oggi ha il coraggio di guardare il cielo
è con la mano sul cuore sussurrare un greve Alleluia...
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

Scusate la doppia pubblicazione non voluta.
Vi prego di considerare solo una delle poesie.
Scusate e cari saluti
Andrea.

il 23/04/2012 alle 16:09

..Caro Andrea, sapessi quante volte ho scritto
ai "curatori" del sito di stare più attenti....
Parlare a un muro dà più soddisfazione....

Ciao.

il 23/04/2012 alle 19:17

su queste questioni si...
Ciao Romeo,
Andrea.

il 24/04/2012 alle 15:24