Pubblicata il 23/04/2012
Spezzato come un ramoscello rinsecchito
tenuto nell'abbraccio d'un bimbo nel silenzio romito.
E il morire di quel silenzio alla morte della natura
mentre lo sguardo vaga nel cielo che s'oscura.
Veglia la luna i passi vaganti nel buio dell'uomo
spinto da spirito fermo ma incosciente del nuovo.

Sentire, mutare e capire il freddo distratto
braccio del silenzio che scompare in un gesto ritratto
mentre nel vacuo vuoto notturno si leva il fuoco
del giorno insaziabile d'ore denari del solito gioco.
Bello e brutto non trovano disparità nel dolore
mentre la gioia straniera appare come colpo al core.

Uomini, angeli senz'ali rinnegate per attimi di gloria,
quella gloria tanto fugace e amabile che distrugge la gioia.
Si pensa senza agire e di quel che non si è fatto
si preferisce incolpare chi il male non l'ha disfatto.
L'essere persi per strade senza fine senza regime
e poi dannarsi e lottare contro il reale che opprime.

Non v'è polvere nella via ove ci incamminiamo
solo finestre sul passato lontano che rivediamo.
Sentire il brivido del cuore spezzato
mentre mi perdo nel verde tuo sguardo d'ocra marezzato.
Approdiamo senza pensieri a una spiaggia isolata
ove vegliarda luce muore al soffiare d'una mareggiata.
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Mio caro Andrea, eccomi di nuovo incantata ad ascoltare le tue parole come musica che accarezza ..

un forte abbraccio
atechesei
vale

il 23/04/2012 alle 13:45

Grazie E, molto felice del tuo gradimento.
Un caro saluto a te
Andrea.

il 23/04/2012 alle 16:15

grazie infinite vale,
ti abbraccio forte anch'io
Andrea.

il 23/04/2012 alle 16:15

come sempre bravo Andrea nella musicalità delle tue parole. abbraccio.

il 23/04/2012 alle 17:22

grazie gianni.
un caro saluto ate
Andrea.

il 23/04/2012 alle 18:05