Pubblicata il 04/03/2012
Con la crisi sul comodino
mi alzo ogni mattino
corro, scappo e fò il destino
io, le scarpe, la strada, gli occhi,
disperazione fibrosa in un vestito sgualdrino.
Di uno stipendio posso fare a meno
di sicuro stasera avrò una gioia senza freno,
così meglio due o ancora tre
l'importante è che lavoro per te.
No non mi mollare ti prego
resisti, l’argent non ti portare
in Svizzera a conservare,
ti do il mio fegato, i miei reni,
il cuore te lo diedi un anno fa
con la dote di mia figlia che non abita più qua.
Non cassintegrare
insonnia e paure curerò
la sciatica clandestina non ti peserà
le punture mi farò, ma come le pagherò,
prima o poi risolverò.
La Finanza lotteremo
ti aiuterò, un tappetino sarò
sottile, sotto le porte passerò,
invisibile sarò, come sono e fui.
Ti amo Padroncino, senza te non ho destino!
Moriremo insieme:
io, la sciatica della panchina e la prima bolletta della mattina,
tu, non prendere troppo sole sulla spiaggettina dell’isolina,
non sprecare una cartolina e controlla l’albumina.
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simpatica se pure realmente triste bravo,ciao

il 14/05/2013 alle 19:06