Pubblicata il 20/10/2002
La mia ventura
si compì a sessanta chilometri dal traguardo:
il capitano
ebbe la sventura di bucare una gomma,
subito
gli passai la mia ruota
e qui
i nostri destini si divisero:
lui
tornò a battagliare coi primi,
in testa al gruppo
io
fermo al bordo della strada,
ad aspettare
il camioncino del " cambio ruote ".
Quando arrivai al traguardo,
circa venticinque minuti dopo,
gli operai
stavano smontando il palco delle premiazioni
e qualche altro
aveva già arrotolato
lo striscione d' arrivo.
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...una metafora molto bella....spesso nella vita succede così...c'è qualcuno che raccoglie per te il successo...quel successo che hai ceduto involontariamente...mal'hai fatto....
Mi fa venire in mente "una vita da mediano" di Ligabue.....
Bella...
Ciao...Mary*

il 20/10/2002 alle 11:59

Grazie, Mary. E' una poesia un po' autobiografica, perchè da ragazzino, senza troppo talento, correvo in bicicletta e, a volte, mi capitava proprio ciò che ho descritto. Poi, diventato " grande", la figura del gregario ha assunto contorni metaforici, ma non per questo meno reali. grazie ancora, un saluto.
Michele

il 21/10/2002 alle 11:59