Pubblicata il 19/01/2012
Abituata a starmene da sola nel mio tempo
anche questa mattina aspetto che ti alzi
e nel frattempo mi convinco d'essere rimasta
la solita ragazza che invecchia dentro un letto.

Guardo le tante foto del passato
quei fiori appassiti che mi regalasti
in un giorno ormai lontano
(ricordo, li strappasti dal giardino di tua madre
erano margherite, begonie, ortensie e crochi)
leggo da un libro nomi sconosciuti
accorgendomi finalmente
che ogni parola
ha vita propria:
economica, spirituale, riproduttiva.
Alcune impronunciabili, altre d'infido corsivo,
con significati ormai smarriti,
accessori di dominazione,
o delusione di una vita.

Sono tutte da macinare, sbattere, infornare.
Sembrano fiori da regalare a un ragazzo
che non conosce niente altro della vita,
a parte angeli, spiriti che nuotano
dentro i sette mari
e folletti saltellanti nel passato.

Copio nella memoria tutti quei disegni,
mi circondo di diagrammi, separo
l'insieme delle frasi dal dettaglio di parole:
sfumature di una storia,
polline disperso sulle mie mani,
in relazione con il mio fato,
e perfezione di questa decadenza.

Quando sarà il momento,
scoprirò nella cucina
la nota che mi hai lasciato:
"sono andato, tu dormivi,
torno a mezzogiorno."

Quando sarà il momento,
il falco uscirà dal suo nascondiglio
per aggredire un altro passero.
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Le parole, che dolce velo per nascondere la realtà...
Nella tu poesia leggo la quotidianità
il sensodelle parole che velano segreti
che spesso sappiamo eppure ci paiono novità se scoperte.
Bella davvero assai apprezzata per intensità e profondità, ultimi sei veri davvero ottimi.
Andrea.

il 19/01/2012 alle 22:45

ciao andrea (ma perché il nome di battaglia di sapore papalino?)
credo non ci siamo mai scambiati commenti finora.
io sono molto minimalista. nella poesia come nella vita. vedessi la mia casa. tre sedie, un tavolo, due bicchieri, un letto, e poi tanti spazi liberi come in una praterie. libertà assoluta, ma neanche un posto per nascondermi se arriva un predatore. ecco, con queste mie parole te ne ho svelati di segreti.
un bacio,

il 20/01/2012 alle 08:00

iniza diaristica e poi con un colpo di reni si trasforma in riflessione sulla vita e l'amore, mi è piaciuta davvero tanto, rich.

il 20/01/2012 alle 20:01

dietro l' apparente semplicità il travaglio di un anima che cerca il senso delle cose dietro l'apparente ottusità della vita...l'ultima strofa agghiaccia....

il 20/01/2012 alle 23:01

Grazie grazie grazie mia cara.

duna

il 21/01/2012 alle 08:52

Io sono proprio cosí mio caro Arturo. Semplice e contorta, e la mia buonanotte agghiaccia.

duna

il 21/01/2012 alle 08:55