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Pubblicata il 11/12/2011
Si sente più volte il suono delle sirene che annunciano le partenze, un rumore cupo che per me è diventato musica, fa parte del mio vivere.I gabbiani sfrecciano veloci nel cielo per poi librarsi all’improvviso come aquiloni che colorano l’azzurro.
Ho aperto la finestra e per un attimo ho guardato il mare.Sull’angolo della veranda ho fatto costruire un ripostiglio e sul tetto di questo ho fatto mettere delle tegole per renderlo più armonioso.Sapevo che ogni tanto si soffermavano dei piccioni e che signora Maria ,che si occupa della pulizia dello studio. aveva un bel daffare a pulire i segni del loro passaggio.
Con mia grande sorpresa m’accorgo che sulle tegole ci sono due pennuti che amoreggiano, non sono piccioni mi sembrano piuttosto due gabbiani.Avevo sentito che spesso nidificano in città, a pensarci sembrano due fidanzatini, quasi m’intenerisco..
In frigo ho del tonno,so che le nuove generazioni si cibano di tutto e rovistano persino nella spazzatura.
Prendo il tonno , lo spalmo su delle fette biscottate e le depongo sul davanzale, sono curioso di vedere cosa succede.Per precauzione chiudo subito la finestra, mi hanno riferito che possono essere anche aggressivi, così mi accomodo in poltrona e..mi godo la scena.
Dopo alcuni minuti uno dei due si precipita sul cibo e con due sole beccate divora tutto in un secondo.
E’ bello, lo osservo.. ha il becco grosso, le zampe palmate le piume bianche e grigie così pulite, è maestoso nel tentativo di aprire le ali .I suoi occhi ai lati del becco sono tondi e roteano velocemente come biglie lanciate con forza per terra.Saltella cercando di beccare le ultime briciole.
A pranzo , a casa , racconto ai miei figli adolescenti del gabbiano.
Marco il più piccolo mi suggerisce di dargli un nome e di chiamarlo Attilio.
“Come zio” mi dice” ti ricordi quanto amava gli animali?aveva la casa invasa da cani , gatti ,persino una tortora che aveva addestrato a cantare con lui mentre si faceva la barba e la teneva sulla spalla.”
Scherziamo, ridiamo e decidiamo di chiamarlo Attilio.Al mattino mentre mi appresto a recarmi in studio, mio figlio Marco mi consegna un pacchetto e mi dice:”Sono bastoncini di pesce, portali con te,Attilio li gradirà”Mi sono messo a ridere ed in cuor mio mi sono rallegrato per aver scoperto un lato amorevole di mio figlio .Per molti giorni lascio cibo sul davanzale e noto che puntualmente tutto sparisce in un battibaleno.
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la vita animale si stempera sotto l'occhio saggio del narratore, tutto diventa naturale e accogliente. un racconto pieno di teneri momenti, è stato giusto proporlo nel mese del natale, brava da rich.

il 11/12/2011 alle 11:53

hai sollecitato sentimenti che credevo distrutti.
un grazie e un abbraccio
ninomario

il 11/12/2011 alle 12:02

Che bello leggerti ninetta, tutto d'un fiato
scivola il racconto come fossi lì con te anch'io ad osservare il comportamento di Attilio che ti è grato del pensiero. Alla prossima ninetta.
Marygiò

il 11/12/2011 alle 14:21

Avevo letto la prima parte ma mi era sfuggito di commentarla e nel frattempo c'è questa seconda parte che mi ha preso molto, ha attirato la mia attenzione e il mio gradimento.
Sei stata bravissima e il racconto scorre fluido e accattivante.
Penso che ci sia un seguito ancora e attendo con piacere.
Mi complimento per l'ottimo lavoro e ti abbraccio.
H

il 11/12/2011 alle 17:21

mi piace il tono sereno del tuo raccontare, è una prosa lineare e scorrevole...mi piacciono anche le digressioni del notaio e le sue osservazioni intorno al mondo dei volatili( di cui confesso conosco poco) .
mi piace la figura del notaio e quella del figlio Marco: respira serenità questa parte...
ti leggo con piacere.
baci
eos

il 11/12/2011 alle 21:59

Mi accodo anch'io agli elogi. E' vero scivola che è un piacere e... chissà quale sarà il seguito.
Questo Attilio comincia a piacermi.
Penso sia una storia vera quella che ci stai raccontando.
Bravissima
Abbraccio
fabio

il 12/12/2011 alle 13:08