Pubblicata il 10/12/2011
Giunge lento alla fine il gelido inverno,
l'acqua ricomincia a fluire nella natura
timidi prati inziano a spogliarsi del bianco velo,
e alzando il guardo si vedon danzare Pisces nel cielo.

Narrano le stelle
che un dì,
lungo le fresche sponde dell'Eufrate
passeggiavano come leggiadri spiriti,
Afrodite, natura spendente
e il figlio Eros, amore travolgente.

Ma tra degli augelli il canto
un grido di terrore si levò alto.
Arrivava Tifone terribile gigante
a distruggere il ciclo dell'armonia.
Il terrore è grande
nnanzi alla visone di morte.

Fuggono madre e figlio amato
a gettarsi nel fiume incantato.
E mirabile trasformazione in pesci
legati dal filo dell'amore
si viene a creare,
che Athena li pone in cielo a nuotare.

Ichthyes nuotano in oceano di stelle profondo,
sotto il guardare di Nettuno vivono.
Come l'acqua si lasciano trasportare,
dalle correnti dei sogni
alle correnti di pacifici mondi.

Ecco con questo tuffo nella primavera
si conclude il perpetuo ciclo zodiacale,
ove ognuno vive il suo attimo di gloria
come un fiore con nuova storia.

E quando il vostro sguardo non sa dove osservare,
alzatelo al cielo stellato,
dove vivrete storie infinite
trasportati in un sogno incantato.
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Una volta, guardando il cielo costellato di stelle, la mente dell'uomo poteva cercare, chiedere, immaginare... oggi, specie per chi vive nelle città a malapena si riesce a vedere qualcosa. La via lattea riesco a vederla ed a stupirmi solo quando mi reco in qualche paesino di montagna.
Interessanti e belle le tue poesie.
Molto belle
Fabio

il 10/12/2011 alle 17:18

E' vero, l'inquinamento delle luci ci impedisce spesso di veder la volta stellata, come tu dici è bello andare in campagna dove si può riveder le stelle. Grazie del gradimento, anche le tue poesie sono belle, saluti,
Andrea.

il 13/12/2011 alle 15:21