Pubblicata il 23/08/2011
Albeggia.
Nel lontano sentire
la realtà pare indifferente
remota.
Entro le buie risonanze del tempo
ripenso la tua voce
il trepido affacciarti alla mia stanza
quando ero malato
il giorno in cui vidi il tuo berretto di lana
e i tuoi occhiali
abbandonati sul marmo del camino
e il cuore mi si ruppe.
Ti persi prima ancora di conoscerti
e compresi di aver bruciato giorni
insensati e vuoti
lontano dal tuo mondo
dal tuo amore
come se non ti fossi figlio.
Dal diroccato muro dei ricordi
questa pena ritorna come un peso
su questa pietra e carne
che si approssima al buio.
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Intensa, molto bella e profonda. Le immagini forti sono molto belle.

il 23/08/2011 alle 17:43