Pubblicata il 04/05/2011
Cosa rimane oltre la notte,
labile richiamo di vita quiescente
nel sonno profondo del buio
o tendendo l’orecchio si sente
un segnale di voci interrotte?
Al di la della notte,
ove il silenzio è tutto,
l’anima si prostra davanti al quesito che nasce
o piange su quello distrutto?
Cosa rimane nell’immenso ondeggiare del sonno
disteso sul bizzarro pensar che riposa,
il tuo amore di sposa forse?
Risposte vane,
frotte di sogni umidi di tenerezza,
nulla di niente che sazia:
solo un nome e qualcosa di più
impalpabile e vera,
solo tu Grazia,
mia sposa.
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ho dovuto rileggerla, le domande mi piacciono e le risposte vane sono premessa del nome eletto, oltre la notte c'è l'intimità profonda che hai saputo esprimere bene, rich.

il 05/05/2011 alle 16:42