Pubblicata il 23/02/2011
potremmo anche parlare
della buia fine di un pasto
quando non ci sono nubi
lungo le mie vetrebre
come se un lampo di suono
m'avesse discinta

e potrei anche dirti
di un inverno improvviso
quando luglio perse i contorni
ed io con lui

ma
come potrei
come potrei
come potrei
raccontarti
del precipizio ai bordi del piatto
o del vuoto che d'un tratto appare
in calce al mio sguardo?
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Scenari bui e frasi ansanti
sottile e lancinante
Voce

il 23/02/2011 alle 08:23

mooolto bella cara Elena...bentornata, ma dove sei stata?

il 23/02/2011 alle 08:35

è difficile dar voce al senso di vuoto, a quella sensazione di precipitare senza appigli che coglie compiendo i tanti piccoli gesti quotidiani che prima si condividevano....tu ci riesci benissimo.
Molto bella e molto piaciuta.
ciao
eos

il 23/02/2011 alle 10:14

Eppure.....ci sei riuscita molto bene. Complimenti e saluti, simone

il 23/02/2011 alle 10:47

bravissima con i tuoi dubbi tanto postmoderni, rich.

il 23/02/2011 alle 11:29

incomunicabilità, vuoto, non riuscire più a capirsi..bello il precipizio ai bordi del piatto..saluti, ninetta.

il 23/02/2011 alle 11:50

Le prime sei strofe sono un perfette.
La seconda parte assomiglia ad una
canzone jazz.
Il finale è in Mirò, tra oggetti e sentimenti.
Piaciuta.

il 23/02/2011 alle 15:12

Mi da' sensazione di vuoto profondo

il 23/02/2011 alle 15:20

E' bellissima, che altro dire?
Alessia

il 23/02/2011 alle 15:48

oddio ma e' bruttissima!!!

ciao precious

il 24/02/2011 alle 06:39