Pubblicata il 12/02/2011
Stasera
il tuo nome
diviene
uncino,
cappio,
tagliola,
urlo non gridato,
desiderio
di sole e di fuoco
che mi brucia le vene
e trasforma
in colata
incandescente
il plasma della vita.

Sei prigioniero

in un bunker di silenzio
dove non può raggiungerti
il mio grido.

Lì, hai trovato rifugio
temendo di cadere in un agguato
di braccia tese, per l'amore.

Ma, non ti accorgi
che torna un'altra inutile primavera
coi suoi interrogativi
di rondini sui fili? ----
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Bellissima!!!, mi ha coinvolto molto e l'ho sentita in modo particolare. Brava!
Buon weekend,
helan

il 12/02/2011 alle 11:14

Se è diretta a qualcuno gli farai cambiare idea, minimo lo metti in crisi..poi mi son ricordato quello che hai detto sulle poesie autobiografiche e quindi...in ogni caso è molto bella

il 12/02/2011 alle 11:54

no, non credo se ne accorga...chiudersi in un bunker vuol dire chiudere la porta alle emozioni, alla speranza, non sapere più quanto può essere dolce cadere "in un agguato di braccia tese". E chissà se è più terribile questa condizione o quella di chi disperatamente urla il suo nome.
Bellissima l'ultima strofa.
baci
eos

il 12/02/2011 alle 12:00

Bellissimi versi!
Da leggere più volte.
Alessia

il 12/02/2011 alle 12:04

Non lasciarlo da solo la dentro, fa del tutto per stravolgerlo ancora e la chiuderà lui definitivamente la porta di quel bunker, ma restandone fuori.
Molto bella, i miei complimenti
Stef

il 12/02/2011 alle 12:08

oh! splendida ! compreso il titolo.

il 12/02/2011 alle 12:28

inevitabilmente bella, anche la domanda finale, chi non ha mai sentito l'amore così non ha mai vissuto, rich.

il 12/02/2011 alle 12:53

La dolce primavera con le sue note scritte sui fili
della luce eterna dell'amore che Dio, il Musico, ha
preparato per tutti i cuori che Lo cercano, non può
essere un inutile ritorno solo perché il tuo cuore si
sente momentaneamente un poco rattristato dalle
sue aspettative venute meno, no, non dire queste
tristi parole, non le meriti innanzitutto TU, mia dolce deamor!
Un abbraccio affettuoso
discri

PS: Il mio moschetto ta-pum, ta-pum ha le polveri
inumidite dal tempo, ma il cuore è sempre pieno di
Amore!

il 12/02/2011 alle 12:54

Il desiderio della persona profondamente amata è immenso in noi ed il suo nome, che abbiamo pronunciato mille volte, forse non sarà mai cancellato. Anzi esso, che ci procurava una inebriante dolcezza, nell’ora dell’abbandono diventa un uncino, un cappio, che lega la nostra vita alla persona perduta come se fossimo presi in una morsa, in una tagliola da cui il dolore cola e brucia come linfa vitale che ci abbandona. Per l’amato le nostre braccia tese non sono ormai che un agguato da cui difendersi, mentre egli si rifugia in un bunker di silenzio. E, intorno a quel fortino che non riusciamo ad espugnare, torna la primavera, perché la vita continua con le sue stagioni e non s’avvede del nostro dolore e lascia le nostre domande senza risposta.
Una stretta di mano energica, calda, intensa e potente come le tue metafore.
Moirym

il 12/02/2011 alle 13:10

stasera il tuo nome diviene uncino.... stupenhdo verso
un abbraccio
lilli

il 12/02/2011 alle 13:28

Forse hai già postato qualcosa di molto simile, ma la tua poetica rimane di primissimo ordine. Ciao, Fabio.

il 12/02/2011 alle 14:25

è riproposta carissimo Fabio, ma vedo che solo tu te ne ricordi, per chi la legge solo ora è come se l'avessi postata la prima volta. colgo l'occasione di ringraziare tutti coloro che mi hanno letto e chi mi ha commentata. La poesia è vecchia caro Arturo, ma talvolta i corsi e i ricorsi storici la vestono di attualità. buon San Valentino a Tutti.

il 12/02/2011 alle 21:07

dirti che mi è piaciuta tantissimo è poco.un saluto ninetta.

il 12/02/2011 alle 21:34