Pubblicata il 20/01/2011
C'è sempre quel suono sottile
ad impedire una vera morte.

Due occhi che non vogliono lasciarmi piangere
senza un motivo.

Un grano più spesso che ottura il condotto
della grondaia.

Ramaglie, nidi d'uccello ad intasare
la bocca di ragno leggera, vuota di sangue.

Per questo a volte rimango per ore seduto
alla luce di alcune candele.

Lasciando loro la misura del mondo.

Affinché, entrando all'improvviso dalle porte
il tempo non mi sorprenda in azione alcuna
e non possa reclamare altro tempo ancora

alla fatica delle ombre.
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ombre molto riuscite, tutta la poesia è calibrata e sottilmente insinuante, congratulazioni da rich.

il 20/01/2011 alle 12:10

piaciuta, la l uce delle candele che misura il mondo dà l'idea

il 20/01/2011 alle 12:37

la trovo di una tristezza e di una bellezza notevole...quel mondo che attraverso grani piu' grossi, ramaglie e nidi d'uccello ottura il condotto della grondaia, distoglie dal raccoglimento interiore, fatto di vuoto, alla luce di candele...Il mondo è pieno di ombre, e allontana dalla verità...

il 20/01/2011 alle 13:05

ombre che ci seguono, da cui non possiamo staccarci , e come se tu non potessi piangere o ridere liberamente, mentre affidi alla luce delle candele la misura del mondo.

il 20/01/2011 alle 14:43