Pubblicata il 25/10/2010
Dove finivano le nostre dita c'era
sempre un motivo, e miglia e miglia di
terre ancora da esplorare.
Fu un inverno mite. Passò come un aliante.

Eppure dentro era un freddo di stelle.

Scegliemmo tra i silenzi quelli che più
somigliavano alla nostra pelle, ma non bastò.
E non bastarono i fiori lasciati cadere sulla tua schiena,
il lento muoversi dei nostri corpi
ad ingannare un'altra primavera.
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la prima strofa è bellissima, da incorniciare...

il 25/10/2010 alle 09:21

L'ho letta la prima volta e mi ha fatto emozionare.
L'ho letta una seconda volta ed è successo di nuovo.
La leggerò ancora, chissà che cosa accadrà.
Stupenda.
Alessia

il 25/10/2010 alle 14:04

Grazie.

il 27/10/2010 alle 21:05

Gliela dovevo. Era il minimo. Ma non è stato facile.
L'ho letta la tua ultima poesia. Scrivi bene, in modo pulito e diretto di vicende personali, che non sono per niente terreno facile. Hai un ottimo senso dell'equilibrio.
Un saluto,
Anakin

il 27/10/2010 alle 21:22

Grazie, sei gentile.
Sono contenta che tu abbia letto la mia ultima poesia.
Hai ragione, non è terreno facile, ma scrivere mi fa bene (forse fa un po' meno bene a chi legge!) :-)
Saluti.
Alessia

il 28/10/2010 alle 21:05