Pubblicata il 26/08/2010
Sogno ritraente

Pallido sole,
appollaiato su rami di mimosa
feconda la fredda aurora
del sostilzio d’inverno.

Nevica granelli d’oro
entro le crepe dei miei sogni,
sono le mie anime di pietra
che si rivestono al buio
per setacciarne la polvere.

Di notte vive sul tuo seno
il fanciullo nascosto in me,
impaurito dall’ira dei mostri
che poi ridono sguaiatamente;
solo l’Aquila che non mostri
mi ridona sicurezza e pace.

Sogno che ballo sui cornicioni
ed entro curioso nei balconi
dove più luce mi attrae,
allora non vorrei più tornare
dalla morte che mi ritrae.
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Un testo meravigliosamente armonioso nonostante i contenuti tristi che sfociano nella tragedia.
Ho abbozzato un motivo, forse lo approfondirò e se acconsenti un eventuale vc
grazie per l'emozione e tanto affetto
ninomario

il 26/08/2010 alle 16:50

acconsento nino, non serve più chiedermelo.
grazie del commento.
vorrei farti presente che l'Aquila è il simbolo che
porta l'Avatara sul petto. L'Aquila è il mezzo di
trasporto esoterico di Visnu e si chiama Garuda.
ciao, un abbraccio

il 26/08/2010 alle 20:10

Mi piace il tuo poetare delicato e raffinato. Belle immagini intrise di spiritualità. Un saluto caro. fabio.

il 26/08/2010 alle 21:13

grazie Fabio, sei davvero gentile.

il 26/08/2010 alle 21:26