Pubblicata il 07/08/2010
Come un fiore di maggio
inarcato, comincio il mio viaggio,
il vento della vita mi spinge
a sognare ed a cercare
nei sogni, il sentito presagio.
Ogni persona mi offre
della sua esistenza
la quintessenza,
ed io, fiore di campo,
ne raccolgo l’alito
il soffio d’incanto
che ogni storia racconta.
Tramortito, sbigottito
a volte cedo il fianco
alla paura dell’umana natura
che trafigge l’insana
concupiscenza
dell’onnipotenza.
Rimango a terra
senza forza,
persa la guerra
a curar le ferite
e poi, pronta la fede
a seguir un altro canto.
Dolce miseria
rinnovata avventura
libera e fiera
la mia schiera di giorni
sempre uguali
e di uguale bellezza.
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da "tramortito" si fa molto fluida ed elegante e l'ultima frase è una chiusa d'uguale bellezza all'uguale belezza evocata, ciao da rich

il 07/08/2010 alle 18:43

grazie rich il tuo giudizio è anche fin troppo magnanimo; l'ho scritta d'un fiato, quando a fine settimana comincio a rilassarmi.

il 08/08/2010 alle 08:33