Pubblicata il 21/07/2010
sapessi il vento che urla quassù
sapessi le porte come sbattono
e i latrati grigi del camino

le ciglia piegate sui vetri
io guardo le tue nubi assolate
così rosse e possenti

-curve bizantine riflesse in me-

i pastori scendono a valle
qui non c'è più nessuno
se non il mio sangue in corsa

ma ogni rupe è accesa
e la corsa è lieve e lucente

le tue braccia immense
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bel titolo, bella poetica e bella scrittura, rich

il 21/07/2010 alle 09:46

graziegraziegrazie!!!
Ele

il 21/07/2010 alle 09:54

Grazie infinite!!!

La colloquialità è una caratteristica che non riesco a togliermi. Non riesco a non rivolgermi ad un tu. Se questo aggrada, tanto meglio!

In effetti ultimamente cammino in un sogno...

Baci

Elena

il 21/07/2010 alle 12:38

Sei in un percorso mistico vero? Molto bella, parli sempre d'amore in fondo....

il 22/07/2010 alle 00:48

Mantoruccio!!!
Riecchime!!!
Son qui! Vi leggo sempre, ma sono in un periodo un po' "fuoridalmondo"
Talvolta torno, però...!

il 22/07/2010 alle 13:41

Misticissimo direi...! Un po' visionario. Mi sento la Sibilla nel suo antro. Chissà cosa ci serba il futuro...

Grazie!
Un abbraccio
Elena

il 22/07/2010 alle 13:42

Dai tetti del mondo
sapessi,
guardo le nubi assolate
mi metto in ascolto.
da ogni luogo si accende
una luce e la corsa è lieve,
verso le tue braccia immense.
Suggestiva!
Ciao!

il 15/09/2010 alle 13:58