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Pubblicata il 27/06/2010
barcollando raggiunse la soffitta
scostò le bottiglie vuote e aprì
clang clang iiiiik... ragnatele
seducevano le tele dall'alto
di una nobiltà decaduta
trementina nelle narici
il silenzio dei morti
luce di taglio come rasoio
visi contemporanei a olio
visi che sospettavano il papà
di tradimento infame
con donne come quelle di Lautrec
rossi complotti vino pessimo
il pittore gettò i dipinti
contro il muro annerito
e ruggì dalla gabbia d'arte.
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scusa rich ma non so se ho capito.
il pittore è ubriaco e da molto tempo non dipinge perchè depresso dalla scoperta di un padre libertino che frequentava "donnine allegre". Ma i quadri lasciati in una soffitta diventata "tempio dell'arte" e memoria di tempi gloriosi li aveva dipinti lui, così come le bottiglie vuote le aveva bevute lui?O il padre era un pittore e aveva ritratto le sue tante amanti ? In questo senso penso che lui era sempre stato sopraffatto dalla grandezza artistica del padre, grandezza che lui non riesce a raggiungere e scaglia contro il muro quei dipinti con disperazione, perchè il padre era un grande artista ma un uomo piccolo?
urgono lumi!
baci eos

il 27/06/2010 alle 14:38

è come quando scendendo dentro o salendo si scopre un'altra verità rispetto a quella sempre creduta, quante volte figure mitizzate, amate, anche nel campo artistico hanno mostrato il loro volto umano, troppo umano...hai voluto regalarci credo lo spaccato di una delusione, il contatto raggelante col vero, in questa che è comunque la piu' ermetica delle tue poesie

il 27/06/2010 alle 14:51

è molto molto più semplice. il pittore, romanticamente mai sobrio, è padre delle sue opere, ritratti che fissandolo l'accusano di dimenticare l'arte con donne discutibili, preso dal senso di colpo cerca di disfarsi dei quadri nella soffitta perchè si sente in gabbia, la gabbia creativa ch'è sentimento per me assurdamente vitale, spero d'essemi spiegata, lo spunto è il libro "L'opera" di Zola, che m'impressionò molto, baci Rich

il 27/06/2010 alle 15:28

sì a tutto ma io ci sono abituata a cose ermetiche solo che non le spedisco qui, in effetti, fors perchè temo non si capiscano. Interessante commento sul troppo umano, da rifletterci, ti ringrazio

il 27/06/2010 alle 15:31

e quando ci sarei arrivata?! non avevo capito che il padre era lui stesso come autore dei quadri e quindi ....
si sei stata chiarissima, grazie rich.
Sei un'Artista, assolutamente un'Artista!
PS
di Zola ho letto alcuni romanzi ma quest'opera non la conoscevo. Credo sia interessante invece e vado a leggerla.
baci eos

il 27/06/2010 alle 16:16

è un po' forte, molto drammatica, però ha momenti alti fin dall'inizio, amo molto i romanzi con artisti protagonisti consigliamene magari, grazie anchw per l'artista ma temop di no, baci rich

il 27/06/2010 alle 21:11

E.C: gazie anche per l'artista ma temo di no

il 27/06/2010 alle 21:12

io ritraggo persone contemporanee(artisti e non solo, anche personaggi inventati) in soffitta, ho passato notti sola lassù fino al mattino a dialogare con loro, mi osservavano i volti e le storie... una gran compagnia, è meraviglioso e assoluto, salvo qualche raptus da insoddisfazione artistica il giorno dopo, certo puoi capire tu che dipingi, grazie fabio ciao, rich

il 27/06/2010 alle 22:34

la cura è stata peggiore del male! hai scritto "gazie".
proprio come un'Artista dubiti di esserlo. Se il mio giudizio conta qualcosa, ti garantisco che lo sei sia nelle opere che fai sia nel temperamento.
presa alla sprovvista non mi viene in mente nessun titolo anche perchè difficilmente ricordo i titoli. Dammi un pò di tempo per mettere in moto "la memoria".
baci eos

il 27/06/2010 alle 22:35

gazie esiste e vuol dire "sono terribilmente intimidita dai complimenti", lo metterò apposta d'ora in poi! tutto il tempo che vuoi ciao rich

il 27/06/2010 alle 22:53

Assolutamente particolare e originale, stile rich,
piaciuta ed apprezzata.

Ti abbraccio,
helan

il 28/06/2010 alle 00:44

anch'io, grazie anche dello stile rich, da rich

il 28/06/2010 alle 09:52

Potrebbe diventare la stesura di un racconto:
"IL pittore maledetto"
Lui che vive tra vizi ed alcool,
ogni giorno si abbrutisce e dipinge
quadri lussuriosi di donne come quelle di Lutrec.
E un giorno raggiunge la soffitta barcollando
c'è un grande caos tra bottiglie vuote e ragnatele...
C'è silenzio di morte..
Tra i fumi di un vino pessimo...
consapevole di aver dipinto delle croste..
li getta con disprezzo contro il muro annerito..
ruggendo dalla gabbia dell'arte che aveva violentata...
Che ne pensi?
Un abbraccio.
Dora

il 28/06/2010 alle 10:23

l'ha già fatto Emile Zola con L'opera, un romanzo senza concessioni che mi turbò parecchio, il clichè del maudit c'è tutto ma intriga anche oggi, si potrebbe tentare qualcosa a modo proprio, certo,
ambientato ai giorni nostri, grazie del consiglio Dora ci penserò e ricambio l'abbraccio, Rich

il 28/06/2010 alle 11:11