Pubblicata il 01/06/2010
Sermoneggiando con Meister Eckhart

«Prego Dio che mi liberi da Dio»,
sermoneggiava Meister Eckhart,
il buon tedesco al tempo di Dante,
e continuava: «perché il mio
essere essenziale è al di sopra di Dio,
se prendiamo Dio come inizio delle creature.»

L’essere essenziale è l’essenza eterna
dell’uomo, nella quale l’uomo
non è mai nato e non può morire.
Accanto, fuori e dentro a questa
essenza eterna c’è un divenire
che è temporale, fatto di una
o molteplici nascite, cui conseguono,
necessariamente, una o molteplici
corruzioni e una o molteplici morti.
L’essenzialità o realtà che è l’uomo,
non annulla la sua implicita finitezza,
ma neppure può essere il contrario,
giacché temporalità ed eternità
non sono due dimensioni separate,
ma coesistono nel PRESENTE,
che in quanto tempo, scorre,
in quanto negazione del tempo,
permane, quale Eterno Presente.
Ciò è possibile, non è incongruente,
perché il tempo, cioè lo spaziotempo,
viene esplicato, esiste in quanto mentale;
perciò negando, annullando, quest’ultimo,
si annulla, si nega, il tempo e lo spazio.

La grande filosofia tedesca dell'Ottocento,
l'Idealismo, riconosce in Meister Eckhart
e nella mistica medievale le proprie radici.
Fichte, Schelling, Hegel si considerano
eredi di quella meravigliosa spiritualità.
Hegel arriva a dire che quello che un tempo
si chiamava "mistico" è esattamente
ciò che lui chiama "speculazione".
D'altra parte, anche l'avversario dell'idealismo,
il grande fisico teorico Schopenhauer,
riteneva di portare in sostanza
il messaggio della mistica medievale dicendo:
«Se ci allontaniamo dalle forme prodotte,
dalle circostanze contingenti,
e andiamo verso il nucleo delle cose,
troveremo che Sakyamuni e Meister Eckhart
insegnano la stessa cosa;
soltanto che il primo osa esprimere le sue idee
in modo semplice e affermativo,
mentre Eckhart è obbligato a racchiuderle
nei vestiti del mito Cristiano, e deve adattare
le sue espressioni di conseguenza.»

Questa interpretazione di Schopenhauer
coincide perfettamente con l’amore
cantato da Dante e dai stilnovisti medievali,
e va a confermare in modo preciso
e incontestabile, che l’origine di tale
pensiero mistico, di siffatta spiritualità,
si ritrova pari, pari nella filosofia di Gesù,
ovvero nell’Acqua Viva che il Cristo
portò ad Israele di ritorno dall’India.
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se non avessimo il giorno e la notte dovute alla posizione del sole, il mese legato alle fasi della luna e l'anno considerato attrazione gravitazionale,,,
senza big bang non avremmo il sistema solare,
esplosione di che cosa se non di un agglomerato di materia costretta per inerzia a circolare.
In questa fase il tempo non ha riferimenti.
In seguito l'uomo ha avvertito l'utilità di darsi regole ed ha cominciato per esempio ad attribuire
nomi a partire da Giove di.
Riprenderemo l'argomento che vorrei non tenesse conto di quanto già detto nel passato sia pur da personaggi di rilievo ma di usuale riferimento
un saluto
ninomario

il 01/06/2010 alle 12:25

Il giorno e la notte, solo posizioni spaziali in
questo universo che, per convenzione, vengono prese come unità di riferimento oggettivo, di fatto però non dimostrano lo scorrere del tempo, che scorre solo nel nostro mentale dove, di
conseguenza, nasce lo spazio mentale che,
proiettato all'esterno, ci fa capire la
spazialità oggettiva, dove sussistono gli oggetti
fatti anch'essi di spazio.
Il big bang non c'è mai stato, perché allora si
dovrebbe ipotizzare anche il big granch, che invece
viene escluso dai fisici in quanto l'ipotetica e
apparente espansione dell'universo non potrà mai
raggiungere il punto critico del buco nero.
Mi farà piacere parlare con te, di questo ed altro,
senza tenere conto di quanto già detto nel passato.
Ciao
vincenzo

il 01/06/2010 alle 15:10

Ovviamente "big granch" si deve intendere "Big Crunch".

il 01/06/2010 alle 18:19

1) scusa, ma ti sembra una poesia questa?
2) Cristo in India?
ma soprattutto
3) DAI stilnovisti??

il 02/06/2010 alle 13:16

poi c'è anche il 'big brunch', quando, tipo, ti sfondi di cibo alle 11 di mattina. ;-)

il 02/06/2010 alle 14:27

Sicuramente non è una poesia, nel tuo stile intendo.

Ti meravigli che Gesù Cristo è stato in India?
Leggi, leggi...

Appunto, sulla corrente letteraria di Dante,
il Dolce Stil Novo. Gli Stilnovisti erano considerati
i poeti dell'amore idealizzato e, nella loro storia,
parlavano anche del tentativo di unire la scienza
medievale alla scuola siciliana e provenzale.
Ovviamente riferito alla scienza moderna,
mi ritengo uno STILNOVISTA DEL XXI SECOLO.

Riuscirai a rendertene conto? Spero di si, altrimenti
dovrò proprio impegnarmi con te.
Ciao
vinc

il 02/06/2010 alle 14:28

2) Ho letto abbastanza da sapere che esiste questa tradizione... solo, per ovvi motivi non ritengo che ci sia da darle credito. Ma si sa, gli occultisti e gente affine sono una brutta razza.

3) Non criticavo la sostanza, sulla quale non ho nulla da ridire (puoi sproloquiare sugli Stilnovisti quanto vuoi), mi limitavo a inorridire per la grammatica: *dai* stilnovisti? Davanti a S impura si usa 'gli', come dovrebbero insegnare in prima elementare, credo. Va da sé che un errore così marchiano d'italiano getta (come se ce ne fosse bisogno) dubbi sulla credibilità di tutto il resto.
Però nota che ho assunto questo tono pseudo-pedantesco solo in séguito alla tua risposta pomposa, sprezzante e che fraintendeva clamorosamente... il mio commento originario era molto spontaneo e in fin dei conti semischerzoso, se ci pensi.
*yawn*

il 02/06/2010 alle 15:44

Con i tasti della tastiera sporchi mi capita spesso
che, pur battendoli, le lettere corrispondenti non vengano scritte.
Ti ringrazio per avermelo fatto notare.

Le mie risposte credo siano adeguate e non pompose, se ti sono sembrate tali sarà a seguito
del tuo dispregiativo commento iniziale, come già
notato in precedenti vecchi tuoi commenti.

il 02/06/2010 alle 16:39

Sento rumore di unghie sui vetri...
TRE (3) tasti sporchi?
Eddai.

il 02/06/2010 alle 23:10

Ciao Ta, puoi anche non crederci tanto la cosa non
cambia. Se vuoi vieni a trovarmi sul mio sito.

il 03/06/2010 alle 08:09

Ora puoi chiamarmi Signorina Botticelli.

il 03/06/2010 alle 14:52

grazie Ta... Ta... Ta... Bum...

il 03/06/2010 alle 15:15