Pubblicata il 16/09/2002
Uomo, sbattiti in faccia
L'infinito e taci
Uomo, apri la faccia
All'infinito e muori

Come il deserto immoto
Da millenni di millenni
Dorme il suo sonno sacrale
Sull'eterna nuda Terra

Come le stelle che nascono
E vivono e si aboliscono
Nei cieli neri e vuoti
Lontano, lontano di qui

Come le eternità silenti
Del chimico amplesso degli elementi
Che fanno e sfanno mondi

Così sbatti la faccia contro
Il vento stellare radioattivo
E l'epopea dei monti antichi e muti
E i cuori pulsanti dei Soli

Impietosamente da eoni al centro della scena

Riflettono la tua nullità
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Il testo è molto bello, mi ricorda certi versi del Pablo Neruda di " Canto universale ". Complimenti

il 16/09/2002 alle 21:15