Pubblicata il 19/04/2010
Non mi arrampico in nessun azzurro
cobalto, tanto la tinta è logorabile e
muschiosa.
La fune dei comuni ammaraggi
la lascio stesa lì, a salvare le castrate
oche che socializzano a muso alto.
Creo il suono delle sfumature da
una chiarezza disabile che sfronda
tutti i colori, e ne disarreda il più
servile frontone.
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