Pubblicata il 08/04/2010
Figlio mio,
i fiori di questa stagione
hanno steli sottili
come le tue gambe
tremolano davanti a questo mondo.
Figlio mio,
che mondo ti lascio,
così aggrovigliato e confuso
che non capisco più.
Forse avrai tu
occhi più grandi dei miei
speriamo, per comprendere,
non mani più grandi
che poco basta di più.
Figlio mio è mia la colpa
e la responsabilità
per questa terra trasandata
trasudata e trascurata; ma
sappi tu essere chiaro
nella correità e coerente,
originale quando senti,
credi nella tua verità.
Figlio mio
ci hanno accecati
con gli specchi,
un po’ di soldi e il loro potere.
Ho firmato anche per te
figlio mio:
un pessimo affare,
trenta denari e tanta infelicità.
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molto bella, è tutto vero, è molto amara...lascia aperta la porta alla speranza, la prima cosa è capire....

il 08/04/2010 alle 13:12

drammatica e vera...anche io come chi mi ha preceduto ti esorto a lasciare aperta la porta alla speranza...e lascia che sia tuo figlio a farla accomodare nella sua vita..
Complimenti,
anna

il 08/04/2010 alle 14:17

per me è come fare cronaca, non esprimo giudizi ma registro quello che un padre può provare; la speranza siete voi che leggete, voi che riflettete su ciò che io ho scritto e devo dire che per me è incoraggiante. Grazie!

il 09/04/2010 alle 00:38

personale, piena di una dolcezza adulta disarmata(che per me che non ho figli è sempre interessante), bel figlio hai scritto da rich

il 09/04/2010 alle 09:45

come padre forse mi sento più in crisi di quando ero figlio, non è facile spiegare la "nostra" crisi. Grazie!

il 09/04/2010 alle 20:00