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Pubblicata il 15/01/2010
dubitare stanotte nel sonno
la veglia delle lune rinate in festa
chi streghiamo attorno ai falò
chi devolviamo ad altri letti
quando rincara l'anima,
tutto sbiadisce e cigola
nella notte contadina,
riappare sgominata dai fantasmi
una pianura di pioppi e nebbia:
stringerci a noi se siamo soli
declina il mondo l'asse dei pensieri
forse già compromette il cielo,
vuoto di carità vuoto di grazia
amare come il pimo giorno
della creazione: dubitare
è l'arte di Erasmo e la mia
dubitare è il mio mestiere.
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non è male soprattutto nella prima parte,
nel finale si confonde un po' per arenarsi
dubitando...

saluti,
Orgon

il 15/01/2010 alle 19:32

grazie mister d'aver dubitato un attimo con me

il 16/01/2010 alle 10:52

quello che chiami confondersi è dubitare comunque grazie da rich, non trovo le tue poesie come devo fare per sapere che scrivi?

il 16/01/2010 alle 15:21

Dubiti sempre...spero di no, ciao Rosa

il 16/01/2010 alle 17:50

Non sono certa di averla compresa, ma scorre bene

il 17/01/2010 alle 09:06

"stringerci a noi se siamo soli"..."vuoto di carità, vuoto di grazia"..."amare come il primo giorno"...dubitare", e il segreto del tuo mestiere è semplicemente la ricerca della purezza.....

il 13/08/2010 alle 10:09

La bussola indica che la purezza è tutta già dentro non fuori, scaverò, scaverò.

il 13/08/2010 alle 19:23

è già tanto, alllora.

il 13/08/2010 alle 19:24

sempre, sempre, è il mio mestiere!

il 13/08/2010 alle 19:25