Pubblicata il 05/01/2010
Io sono il mago.

Fin da quando
ero giovane apprendista,
ho consumato notti
alla tremolante luce
di infinite candele
studiando
antichi tomi,
arcaiche lingue e rune,
sempre cercando,
sempre imparando.
La ricerca del sapere,
la ricerca del potere
ha consumato tutta la mia vita.

Chiuso in oscuri antri,
o in alte torri,
inaccessibili,
ho mescolato pozioni,
forgiato armi,
cesellato monili,
appreso e pronunciato
parole di potere!

Gli uomini,
siano servi o sovrani,
bussano alla mia porta,
nella notte:
cercano aiuto.
Per combattere spiriti e demoni,
per conquistare il potere
o un cuore ambito,
debellare malattie,
far prosperare affari,
crescere raccolti...

Quando cammino in mezzo a loro,
chinano il capo,
distolgono gli occhi,
ma io leggo facilmente
il rispetto,
e soprattutto la paura,
soprattutto l'odio.

Da molto ormai
rifuggo da loro,
per la loro sicurezza e la mia.

Se sapessero
quanto è vicina,
per ciascuno di noi maghi,
la tentazione,
il lato oscuro
del potere.
Se sapessero
quando vengono con le loro torce accese,
spinti dal loro odio,
dalla loro paura,
dalla loro ignoranza,
come sarebbe facile per me,
o per chiunque come me,
affrontarli
ed annientarli tutti,
con un solo pensiero.

Come sarebbe facile
renderli tutti miei schiavi,
accumulare immense ricchezze...

Tra poco verranno,
resi temerari dal vino,
spillato dalle stesse botti
che i loro osti
mi hanno chiesto di benedire.
Verranno con le loro torce
e bruceranno la torre,
che per qualche tempo
mi ha offerto rifugio.

Oh, come si sentiranno coraggiosi!
Come riempirà il loro cuore di orgoglio,
e le loro serate di narrazioni di leggendarie gesta,
l'avermi scacciato!

I miei libri,
i miei averi più preziosi,
sono già al sicuro
e anch'io,
tra poco,
me ne andrò.

Prima
di essere costretto a difendermi.

In un'altra torre,
ancora più lontana,
ancora più remota,
sempre solo
a studiare,
a cercare.

E continuerò il mio cammino
sullo strettissimo sentiero,
flagellato dal vento della vita,
sospeso sul baratro dell'oscurità,
il sentiero
della conoscenza e del potere,
per servire!

Forse un giorno,
prima di morire,
troverò un degno apprendista
a cui trasmettere
quello che ho imparato.

Ma il futuro è incerto,
le possibili conseguenze
dell'errore
nella scelta del mio erede
potrebbero essere devastanti.

E' più facile che un giorno
io bruci i miei libri,
distrugga i miei manufatti,
e scelga di addormentarmi,
portando con me
i miei segreti,
i miei poteri.

Io sono il mago,
condannato ad essere saggio
anche oltre la mia umanità,
per non diventare il demone!
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sono senza parole...mi stupisci...

il 05/01/2010 alle 12:27