Pubblicata il 04/12/2009
Il mio outing

Io, ogni santa, e sempre più santa dato il periodo
accendo questa finestra, ogni benedetta mattina
e ce ne sono di mattine mia cara,
molte ce ne sono di mattine fredde, piovose,
scure di una scurezza che il buio stesso non riesce a penetrare,
che il buio con la lampadina fugge, ma lo scuro
non c'è luce che lo trafigga.
Lo sai ogni mattina che mi è data
quando posso e quando non devo,
quando voglio e quando non riesco a farne a meno,
quando vorrei e quando invece sento
che questa mandragola mi è insopportabile da viverne senza
senza le sue radici divaricate a ghermirne le pudenda
slacciandomi lampo e polsini
di una spina inserita alla parete
da premerne il pulsante come un mortaio alchemico
e scaldare il cucchiaino
di firmare la luce e gonfiare il muscolo
che faccio presto a scendere ad arrivare la luce
di questa pagina azzurra di oblio
inquietante e dolcissima stupefacente
e spietata padrona ad un tempo.
E' un rito questo e quello anche,
cerimonia del quello-che-non-è
di apprendere ogni volta unica nella sua caparbietà disillusa,
di farmi bastare pur anche quello che non trovo ,
che non avere nemmeno questo non ne sono capace.....
Sempre suo, di questo non è, che sei.
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molto originale il tuo viaggio nelle viscere del quotidiano, penetrando l'(o)scuro, nella "cerimonia del quello-che-non-è", cercando soddisfazione anche in quello che non trovi.
Splendida!
Un caro saluto
Axel

il 04/12/2009 alle 17:38

Quel farti bastare anche quello che non trovi è la chiave di tutto... secondo me il rito, la cerimona i gesti consueti hanno una loro dimensine un loro valore e sono tuoi, ti scorrono dentro e nessuno ne conosce il significato, l'importanza quindi quello che non trovi lo hai già trovato dentro di te.
Complimenti per lo scritto
gail

il 04/12/2009 alle 19:45

Ti ringrazio per la lettura Axel, e per le tue parole benevole.
A bien tout

il 10/12/2009 alle 05:46

Quel farmelo bastare è la mia colpa.
Grazie per le tue parole,
sergio

il 10/12/2009 alle 06:12

caro zordoz, nella vita bisogna accontentarsi di quello che ci regala,io lo faccio tutti i giorni.
sei cosi profondo nei tuoi versi,mi piacciono sinceramente.
ti auguro un buon inizio di settimana.
marygiò

il 11/01/2010 alle 05:54