Pubblicata il 07/09/2002
Tigre scoppia
d'afoso tedio,
tende sensi
nel spostarsi di foglia,
in fame di selvaggio
battito cardiaco
attende preda
maledetta di giorni...
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Direi poesia a "doppio strato", molto bella e coinvolgente, vi si legge anche altro, oltre alla metafora della tigre. Essenziali e perfette le immagini rendono con pochi fotogrammi una realtà complessa.
Ciao
Axel

il 07/09/2002 alle 09:15

In effetti è qui che la sintesi funzionava efficacemente...
tant'è che ho "tagliato" alcune parole che la appesantivano.
Cmq, indovinato, è a più interpretazioni.
Sono più sentimenti che sono confluiti nella stessa immagine.

il 07/09/2002 alle 10:11

E quale (cosa, chi) sarà questa preda maledetta, caro Blue? Mi piace molto la forza, l'energia latente di questa poesia. Potrei assimilarla ad un bellissimo quadro di Ligabue, dai vividi colori.
Una poesia così intrigante e "ferma" ha sempre il fascino di più chiavi di lettura.
Cari saluti a te.
Max

il 07/09/2002 alle 10:50

....nello spostarsi.
Buon uso delle parole.
N.

il 07/09/2002 alle 11:34

Qualsiasi.
Non ci si interroga sulla preda,
semmai ci si interroga sull'attesa, luogo delle spine prima dell'esplosione del movimento.

il 07/09/2002 alle 14:40

:-) mm....
anche il tuo commentino aperto a molteplici interpretazioni.
:-)

il 07/09/2002 alle 14:43

:-)
anche, ma non è l'unica.
Il problema non è tanto il dopo...quanto quella situazione di allerta e di tensione.....di occhi aperti ed orecchie tese verso ogni fruscio e respiro, quasi fermo nei riflessi della foresta.
E' quell'attimo che si ferma in maledetta sospensione...di quella preda che non arriva...

il 07/09/2002 alle 14:46

Mi piace il modo con cui scrivi i tuoi vocaboli sei unn grande complimenti

il 19/09/2002 alle 21:32

.....Vai a capire perchè alcuni commenti li "perdo"....
perciò ti rispondo dopo...poco più di due mesi !...
Ti ringrazio cmq...
un bacio

il 30/11/2002 alle 08:33