Pubblicata il 30/10/2009
sirena delle vie d'acqua notturne
navigabili a tentoni,
vestale della pertosse
più lirica e intimista,

potrei anche dirti di averti
sognata in questo sfibrante
silenzio di tapparelle e copridivani

onusti di polvere e gravitas
più dei paramenti dell'Église du Plérôme

o della corona di Maria di Modena,
desueta gioia d'Albione
la verde madre d'alberi etcetera

ma poi mi han fatto nido nell'orecchio
le distorsioni termonucleari
dei Bardo Pond,

bizzarri bonzi del Nulla,

e io sono sprofondato in un sonno
niveo e rotondo,
da uccidere i santi d'invidia
e lo sbiadito Parsifal
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alla prima lettura mi accontentavo che mi piacesse e basta...poi, come nelle letture altamente interessanti, un ronzio...la vestale della pertosse....e quasi ne sentivo la voce...Entflieh dem Wahn!.....no, non c'entrano gli enteogeni...ho visto due mondi a confronto e lucidamente in lotta....ma infine forniscimi almeno un senso per la tua terza via ipnagogica che uccide i santi d'invidia....
p.s.: mi ha fatto bene riascoltare i BP in seria contemplazione degli alluci, senza questa tua poesia non l'avrei rifatto...quanto al Parsifal....sono prevenuto verso chi ha sottratto a Listz perfino la figlia..

il 02/11/2009 alle 00:20

sì, bella roba poi, la figlia di Liszt. voglio dire: bruttina anzichenò, simpatica ancor meno, e pure accessoriata d'alcune idee politicamente, come dire, inquietanti. e Nietzsche che fu per tutta la vita cotto di costei, mah. non per nulla era pazzo...

il 02/11/2009 alle 01:01

E' veramente bellissima.

il 02/11/2009 alle 01:25

se lo dici tu, Stefi, ci credo davvero, sai? e ne sono molto felice.

il 02/11/2009 alle 15:34