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Pubblicata il 21/10/2009
Infine il mondo si rivelò
per quel che era: storica fuffa
conclamata, torbido ruggire
di muffa. Ne facemmo
silenziosamente parte, in un certo
qual senso: vi stemmo.
Non fu per noi culla, il comodo
calzare d'una pantofola, ma più
la carezza quasi ardita d'un tramonto
rugginoso, la contaminazione
d'intonse superfici. C'era pur sempre
la mia angusta stanzetta, poca perfino
per riderci dentro, e il tuo passo
così lieve a misurarla: ci facevamo
l'amore con gesti rotti, scollegati.
Ora poco importa dove tenti
d'edificare il tuo rifugio, dove
dimentichi il mondo: non m'è
più facile il travaglio se ti so
salvaguardata. Lo stesso però
m'empie d'un vago conforto pensarti
felice. Come davanti a quel liquore
che non stava nei bicchieri, a quelle
minuscole candele sparse a caso
sul mobilio, al mio rarefatto stupore
nel crederti in fondo un po' mia.
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Montaliano... montalianissimo!
Yeah...

il 21/10/2009 alle 09:50

Te lo dicevo io...
Spero ti piaccia. A me sì.

il 21/10/2009 alle 11:45

sì sì soprattutto la stanzetta piccola per riderci
deliziosa!

il 21/10/2009 alle 11:48
dck

A mi me gusta mucho

E poi vogliamo parlare del
'Ci stemmo'?
Giuro quando ho letto quel tempo così perduto mi sono venuti i brividi!!!

Hasta luego Companero

il 21/10/2009 alle 16:43

Oggi ho trovato uno 'stemmo' nel libro che sto leggendo e mi sono emozionato anch'io!!! W i tempi perduti, W le parole maltrattate!!!

il 21/10/2009 alle 18:55

Tu sei un intenditore, Mantor...
un saluto a te!!!

il 24/10/2009 alle 14:22