Pubblicata il 06/10/2009
Gli occhiali da..sole

Il sole è sparito all’orizzonte
Quasi rivolgendo una preghiera
L’occhio s’è alzato verso il cielo
Tuoni, fulmini ed acqua
Scendon all’impazzata
Ed or imperversa l’acquazzone
Il sorriso s’è fatto lacrima
Il fango s’è fatto strada
La distruzione è di casa
Il cuore piange il dolore
Di una strage già da tempo annunciata
Di cui nessuna mano ha preso decisione
Per non calpestar piedi dalle suole ampie
Qualcun nell’ieri fingendosi cieco
Ha indossato gli occhiali da sole
Per non esser accecato da quei visibili “muri”
Che si sollevavan attorno
La natura è un quadro di rara bellezza
Da saper ammirare e da gustare
Ma non da “scoglionare”
Perché nel domani che è già sempre l’oggi
Si ribella nel vedersi maltrattata
Rivoltandosi e difendendosi dagli assalti
Che la voglion soffocata
E lei nella sua elevata maestà
Non ha occhi o pietà per nessuno
L’acqua che scende dai monti
Guarda sempre verso valle
E se ha ostacoli sul suo cammino
Si crea un percorso alternativo
Per andar ad abbracciar il suo mare
E poi inesorabilmente si piange amaramente
Additando il buon Dio esecutore di tragedie
Di cui l’animo umano s’è fatto libertà
Andando oltre l’umana logica del buon senso
Creando sempre più fosse
Dove adagiare ancor nuove bare
Senza togliersi gli occhiali da sole…
Ed or Pilato si lava di nuovo le mani

Nilodan
05/10/2009
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