ADA
Pubblicata il 12/08/2009
la mia strada; la nostra strada.
la mia strada è quella dove sono nata
e che oggi come oggi, ci vivo e ci lavoro
quella che, da bambina, insieme agli amici d'inverno
ci divertivamo, a scivolare sul ghiaccio,
a tirarci le palle di neve, ne tiravi, ma
ne prendevi.
d'estate era un divertimento; correre dietro
alla botte che l'inafiava
allora la mia strada non era asfaltata.
come strada non era molto lunga, ma ci abitava
viveva e lavorava tanta gente,
che facevano: quei mestieri che oggi purtroppo sono scomparsi

giovanni della miza, eugenio camellini
due veri calzolai.
la ferramenta di enrico ballabeni.
i giglioti con il loro deposito di biciclette.
l'evelina la sarta, uccelove (gremaschi) rappresentante di scope per porcilaie.
giovanni alstraser; i trentini e cisalpini
due vecchie famiglie di falegnami.
se ti serviva una tavola, una botte, o un seggiolone
quando li portavi a casa, non c'era certo bisogno del foglio di istruzione.
goffredo il lattonaio, malagoli il mugnaio.
agide l'orologiaio.
i bianchini, vecchi carrettieri.
quasi quasi, mi dò uno scopaccione, mi dimenticavo
del barbier bertoni.
sovente mi fermo e mi guardo intorno e, penso son poche ormai le famiglie rimaste.
allora mentalmente; le conto.
i bianchini, i giglioti, i malagoli, gli artioli e i marchiodi: avevano il deposito di biciclette, si' ma in
corso marconi.
allora era corta la mia strada; ma ho deciso di non far piu la conta.
perchè va a finire, che la mia strada diventa
lunga su per giu come un passo.
allora si chiamava: via della circonvalazione est.
ma un giorno, an ben pensato di cambiargli nome.
e l'an fatto con tutto il cuore credetemi
l'an chiamata via e. de amicis
dove li si trova la mia casa.

augusta bianchini ( in arte ada )
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