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Pubblicata il 27/04/2009
Sono desolate smorfie di taglio
Nel collidere le labbra risucchiano un seme
Dentro alle stuoie raccolte solo terra bagnata
e liquide posture nello scherno

Fuori dalle ciglia i battiti fermi
Credevo d’intuire le pelli invano
Proprio sul finire del giorno accudivo
un sorriso quando nell’alba buia
decidevo
Che i pastrani di cera sarebbero rimasti
Appesi in china come marsupi vuoti

Sono piombo ai soffitti le plastiche dei giochi
e ritagli immensi i sogni fra un quadro e i suoi picchi
Decidevo di espandermi
Nelle bussole niente al di fuori del Nord
Allora le trascendenti asole del plesso solare
trovavano singhiozzi in laghi muti
e i giorni destavano pieghe rigide nel senno

Cavalcando incontravo nuche e mani
Senza fermarmi
...................................................§Nightingale
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pregevolissima lettura, come sempre le tue immagini incidono e sono superbe,
Un abbraccio
Axel

il 27/04/2009 alle 17:40

hai un modo di scrivere completamente diverso dal mio. per questo e per molto altro mi è piaciuta la tua poesia.
è facile perdervisi dentro.

a presto,

also

il 27/04/2009 alle 18:05

Grazie Axel, conosciamo reciprocamente la nostra arte poetica da troppo tempo per non prendere sul serio le tue parole : )Un saluto caro
Nightingale

il 27/04/2009 alle 18:29

La scrittura è una voce molto personale,ognuno di noi la possiede ma non tutti l'affinano e la rendono capace delle sue reali possibilità.La diversità è comunque uno stimolo,un mezzo di confronto costruttivo.Grazie per la tua attenzione. Saluti
Nightingale

il 27/04/2009 alle 18:34