Pubblicata il 28/03/2009
Ambrato tramonto di lidi infernali,
cala il sole sulla steppa del diavolo,
io vengo a te con inchini smagliati
per mandarti le più aspre punizioni.
Ancora non si è capito chi sia il diavolo,
quanto a Iddio, come gli ebrei, mi limiterei
a non nominarlo così vanamente.
Ma quanti bei quadri esistono del Cristo!
Quello di Bosch, per esempio, incoronato
di spine, con gli aguzzini attorno,
ah quanti miserabili aguzzini esistono!
E nel silenzio catatonico del crepuscolo
ho sentito trascinare il mondo da un carro
che un’orda di mostri trainava lontano,
verso un primigenio caotico pandemonio,
e ascoltai il lamento di anime in torture
applicate a sistema in un inferno perfetto.
Noi viaggiamo come in un’imbarcazione
senza timone, in balia di moti ondosi,
e carica di una ciurma spensierata
che si lascia trasportare dalla corrente
verso acque paludose e coste perverse.
Figlio illegittimo di una falsa monaca
dalla vulva cinta di concrezioni coralline,
l’uomo vive nell’irresistibile vergogna
di non essere che un relitto di una terra
che si credeva disabitata, ma sverginata
da un aguzzino con i fiori nelle natiche, e forse
dentro un laghetto dalle superfici cristalline.
Pur di attingere dalla fontana del piacere
è disposto a venerare i più dolci culti
pagani che si attuano sulle vie del male,
e a far di sé una creature terrificata
dinanzi gli eminenti altari dei carnefici.
Se ne fotte delle grandi conflagrazioni
che tutti i suoi vizi e i suoi buoni peccati
comportano, ed anzi come un dio terrestre
ha ancora l’assurda e boriosa presunzione
di essere destinato alla gloria eterna,
anche se il suo vero posto è accanto al diavolo,
solo qui, in questo mondo, in questo inferno.
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L'ho riletta più volte...
è una poesia difficile, perché molto densa
e molto concettuale.
Filosofeggiante oserei dire..
Ma decisamente molto bella.
Vi ho ritrovato tanti alti riferimenti intellettuali.
I miei complimenti dunque.
Una prova decisamente difficile
portata a termine in maniera mirabile.

Omaggi furiosi,
Madame Demonia.

il 28/03/2009 alle 19:58

Furiosa Madame Demonia,
il tuo sforzo di lettura era inevitabile.
E' un testo fitto di immagini,
di riferimenti a molti quadri,
quasi tutti del Bosch.
Non le ho partorite io con la mia immaginazione,
ma ho voluto dare un ritratto dell'uomo moderno,
che poi è l'uomo di sempre in una visione grottesca.
Ti ringrazio per la bontà dei tuoi commenti
Un abbraccio
Il conte Yorck

il 28/03/2009 alle 20:08

E' una poesia di un certo spessore, che solo tu potevi affrontare, con delle tematiche forti.
Un concentrato di pensieri che mi sono piaciuti , specialmente nella prima parte. Comunque è da
leggere più volte e con calma per capirne il vero significato.
I miei complimenti, sempre bravo.
Un abbraccio
helan

il 28/03/2009 alle 20:20

Grazie mille cara helan.
Il tuo commento m'è cosa gradita.
Non vedi anche un po' tu che l'uomo è così?
Un abbraccio
Y

il 28/03/2009 alle 20:37

Mi piace molto la visione grottesca dell'uomo
e mi piace molto il Bosh,
uno dei primi artisti ad essermi piaciuto tanto.
Penso che tu l'abbia colto
in modo molto azzaeccato.
Ancora bravo.

il 28/03/2009 alle 20:45

In effetti devo rionoscere che questa poesia,
composta con versi che ritengo di discreta fattura,
è molto visiva, a tal punto che mi rifaccio
quasi completamente a dei paritcolari dei quadri
del Bosch, e ad una visione schopenhaueriana
della vita, degli uomini e del mondo.
Forse sono stato troppo brutale nel dire:
"Ecco, l'uomo è questo, e il suo mondo è l'inferno!"
Ma a volte, per qualcuno. è proprio così...
Se non è piaciuta la rivedrò in alcuni punti..
Ai miei cari lettori e colleghi
Yorck

il 29/03/2009 alle 13:39

La nostra sintonia nei gusti mi rincuora,
ma non sono proprio sicuro di aver fatto
un buon lavoro. Tuttavia mi basta la tua sopravvalutata opinione per convincermi
che quetsa poesia, in parte, sia riuscita.
Grazie sempre Madame Demonia
A prestissimo
Y

il 29/03/2009 alle 13:42

Tu lo sai che ho un difetto tremendo...mi limito a constatare che scegli il latino per dare più "vis".

il 30/03/2009 alle 18:07

E' una scelta di provocazione,
nel caso di questa poesia..
Esiste una autobiografia di Nietzsche
intitolata così, perché lui si considerava
un Uomo con la U maiuscola.
Io ho scelto questo titolo che per calcare
la differenza fra l'ecce homo dei vangeli,
e l'ecce homo visto da un punto di vista
tragico con uno scenario quasi dantesco.
Mi limito a dirti questo anche io,
ma potrei parlarti molto di questa poesia,
molto meditata e costruita su una struttura
archtettonica di non semplice leggibilità.
Comunque grazie del commento.
E' sempre meglio dell'indifferenza.
A presto
Y

il 31/03/2009 alle 09:35

rabbia rabbia rabbia... quanta? Hai scritto e descritto, un pò complicata ma sempre scritta con maestria... a presto luna

il 01/04/2009 alle 19:54

Rabbia, ne ho una riserva infinita.
Ma anche di amore e di molti altri sentimenti
e passioni la riserva non scarseggia..
Ti mando un fiore cara Luna
Y

il 01/04/2009 alle 23:03

a volte il grande amore è come una grande bestemmia un grande caos nel mistero del tutto e del nulla...hai fatto benissimo a nominare il dipinto di Jeronimun Bosch così denso e fitto di figure che non si sa mai bene cosa siano, certo visioni dilate dall'odio che può essere forma concettuale dell'amore.
Mi è molto piaciuta, a volte è come se scrivendo ci si volesse sbarazzare dei fantasmi della mente...

qui si che ci vuole il mio salutino...serenità, he he he

il 08/04/2009 alle 17:39

Leggo solo ora il tuo gradevle commento,
di cui ti ringrazio. Questa è una poesia
penso per pochi...pochi eletti :-)..
Serenità anche a te cara Lunaa
Un abbraccio
Y

il 11/04/2009 alle 01:03

Poesia di indubbio spessore...
Ricercata, intensa, autentica...
Complimenti davvero.
Luca

il 19/02/2010 alle 17:56

Grazie del tuo commento positivo.
Y

il 16/09/2010 alle 08:22