Pubblicata il 19/02/2009
E' nello spreco a notte che forse l'alba è maledetta?

Calda
a lunalucegialla dannatamente stanca ( forse una morte
per saliva in senza sangue nulla?)

Querula
di labbra siliconate oscenamente gonfie: finte
e anche la morte si finge, come tutto si finge qui attorno?
A soffocarsi di fumo in mani fredde tese al fuoco.

S'incantano d'umido le dita frugando una piaga che non geme
( Perchè si finge, come tutto si finge qui attorno?)
Tutto, (meno il dolore) anche le tette stragonfie che temono
lo scoppio.

Gira e rigira giostra giostrella a baracchette bellecolorate
di mini-minigonne soffiate a scoprire culi sodirotondi
in senza mutande
per overdose di coca e di euro da lasciarsi fottere
a chi comanda a botte
e ti schianta: a schiava-schiavettabella

e bellemmorta.



Nel decimo anniversario della sua morte ho dedicato una silloge-interamente pubblicata sul mio blog- a Fabrizio De Andrè ( ieri,18 febbraio, inoltre, avrebbe compiuto 69 anni )per la sua immensa umanità ho pensato di abbinarla alle "sue puttane" di cui la sua infinita poesia ha tracciato immagini indimenticabili, basti citare " Via del Campo","La canzone di Marinella", "Bocca di rosa","Dolcenera"

Umilmente: con grandissimo amore e rimpianto.
Ladylunaa
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mi associo al ricordo del grande Fabrizio, complimentandoti per il tuo ritratto pregnante di queste figure disperatamente piene di vuoto.
Un abbraccio
Axel

il 19/02/2009 alle 17:38

ladylunaa, come questi musicali siamo molto distanti ma non potevo non postare qui un commento dopo aver letto questo tuo omaggio tra cui molto soft.
bella.
voto 4

il 19/02/2009 alle 19:39

vedo che non si è persa la buona abitudine di far sparire le tue poesie dalla Home!
ma hai qualche contrasto con la redazione?
ero passato da qui per l'archivio e ho trovato questa parte della silloge per De Andrè per caso!

il 20/02/2009 alle 06:55

non è la prima volta che gli fai dediche, ricordo quella splendida composta su "La guerra di Piero".
Ti consiglierei di postare dentro i commenti le altre poesie della silloge postata su i fiori rossi della luna, non tutti ne avrebbero la visibilità ma certo chi aprisse la tua poesia vi troverebbe una splendida sorpresa.
Vado a vedere se trovo qualcosa di non letto.
:-))

il 20/02/2009 alle 06:58

grazie Ax, ma unendomi al pensiero di Fabris ritengo questo ambiente posto ai margini della società un luogo dove Cristo si sarebbe fermato più che in altri per dare loro motivi che forse nessuno ha saputo o potuto loro dare.
Dalle piccole schiave costrette con la turpitudine, poi, che cosa dire se non parole di speranza?
Lui le canta come oggetti delicati , teneramente

Via dl campo ha una graziosa
con gli occhi color di foglia
se d'amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano...


serena giornata,amico

il 20/02/2009 alle 08:18

mi sembra che a parte Fabris, tu non conosca tutti i miei gusti musicali( :-)) ) non ti pare?quindi lo ritengo un po azzardato , magari abbiamo cose da condividere!
per il resto ti ringrazio, e mi farà piacere passare a conoscerti meglio
ti sorrido
Lunaa

il 20/02/2009 alle 08:21

in effetti è piuttosto ripetitivo,ma forse anche altri hanno la stessa sorte , non ci faccio caso.

il 20/02/2009 alle 08:22

ah, ecco,sì,avevo intuito nell'altro commento cui ho risposto prima di questo, dove te ne confessavo le perplessità
ti ringrazio dei sempre graditi passaggi che vedo hai ritrovato con constanza!
serena giornata anche a te

il 20/02/2009 alle 08:23

Meglio leggere qui, nella semplicità del sito, che aprire blog che litigano costantemente col mio pc e assaporare i tuoi magnifici versi immaginandosi la musica di sottofondo...
:-)))
Un grrrrrrrrrrrrrrrrrrrande ciao, ma grande eh!
Cesare

il 20/02/2009 alle 10:25

sempre caro e gentile il mio grande amico orsaccio Cesare!
e per rispettare i capricci del tuo pc, come omaggio personale posto qui un'altra delle poesie della silloge.
Mò vado a procurarmela
che ti sia una bellissima giornata di sole
:-))

il 20/02/2009 alle 10:59

E pare facile adesso la follia




e pare facile adesso la follia

quella nera

matrice secca d'amori mai nati e vissuti

racchiusi in grembi sconosciuti di donne

scomposte di membra al fiume.



Estati solenni

con miti di cosce esposte a tutti i venti

risuonanti pianure sconfinate a stoppie

di gialli stinti




e pare facile adesso la follia

quella vera

quella tutta spatolata di vividi colori imbrattati

a rabbia sulla tela immobile della vita:

che tutto il resto passa

e si sta



resta solo una porta di rosa

labbra aperte di donna mai presa

e mai tradita

ma per sempre distesa, languida e stranita

sola sopra un campo di fiori.



trascritta per l'amico Saby, dalla silloge dedicata a Fabris e alle sue puttane
:-))

il 20/02/2009 alle 11:06

Satiresche - entrambe -
e satinate da un verso fulgente e piccante,
che mette in piena luce lo squallido,
triste, misero e sordido personggio
che con proprietà definisci "schiavetta".
Una poesia alternativa, quasi una querela
di un mondo che si è fatto fottere...
Ti sorriderei se ci fosse da sorridere
A presto lunaa
Y

il 20/02/2009 alle 16:23

ti ringrazio dell'attento commento, è un mondo molto particolare e difficile da cogliere nei suoi aspetti più cupi e misteriosi, e io dico anche grotteschi, dovuti non solo alle -schiavette- e ai loro aguzzini, ma anche a chi da loro il modo di praticare il mestiere cosiddetto -più vecchio dell'umanità-
tanto squallore e tantissima tristezza riemersi in frange di dolcezza dalle parole e le splendide musiche quasi da menestrello del grande Fabris
sì, non c'è proprio niente da ridere!
a presto leggerti Lunaa

il 20/02/2009 alle 17:37

in quelle schiavette io vedo donne ,un abbraccio lady ,cate

il 20/02/2009 alle 20:58
ram

Grazie per aver ricordato
De Andrè, poeta ispirato
e grande uomo libero.

Ciao Davide

il 20/02/2009 alle 22:03

difficilmente queste donne scelgono di propria volontà di fare lacosiddetta vita, la maggior parte di loro sono povere ragazze ingannate con promesse di lavoro ben diverso,poi brutalizzate,stuprate, ridotte in schiavitù dai loro aguzzini, non era certo un modo dispregiativo rivolto a loro,quello schiavetta, ma l'analisi di ciò che sono diventate in mano a persone tanto odiose per cui chiederei alla giustizia soltanto l'ergastolo!
ti abbraccio augurandoti un felice giono

il 21/02/2009 alle 08:02

anche io mi riconosco nelle definizioni che hai dato su Fabris,aggiungendovi solo -uomo dall'immensa umanità tesa soprattutto verso gli indifesi e gli emarginati-
ti ringrazio molto augurandoti un sereno giorno.
Lunaa

il 21/02/2009 alle 08:05
Jul

Faber resta nella memoria della poesia ed anche tu ne sei una validissima esponente.
Baci di rosa,
Giulia

il 21/02/2009 alle 13:45

troppo difficile il confronto! ma ti ringrazio per il pensiero!
feliz noches my sweet bee

il 22/02/2009 alle 21:22

Leggendo quel che scrivi, ci si perde con interesse. Potrei commentare alcune cose, ma si troverebbe spunto e piacere nel comentare un po’ tutta la tua produzione... a mio parere qualitativamente alta. Per uno dei nostri maggiori poeti/musicisti, parole ben spese.

il 07/02/2020 alle 19:25