Pubblicata il 02/02/2009
All’or del crepuscolo giunsi al mercato dei sogni
stracolmo di bancarelle dai colori iridescenti.
“Che cosa chiede la Signoria Vostra?” - Tacqui.
“Se avete lacrime da versare, versatele ora”.
Non debbo versare nulla in questo momento,
ma sapere dove si trova Piazza degli Angeli…
“Non è di queste parti, signore, è nell’altrà città”.
Voi cosa vendete? - “Noi vendiamo sogni”.
Al diavolo i vostri insulsi sogni, piuttosto,
piuttosto: chi vuole comprare i miei incubi?
“Voi bordeggiate l’assurdo, chi li vorrà mai?”
“Gradireste un biglietto per il party della Resurrezione?”
No, grazie, andrò a far compagnia all’Iscariota,
e a parlare con un’accozzaglia di teschi luminiferi.
“Ma come, non vuole sentire le idee messianiche?”
Non oggi, becero venditore di sogni, non oggi!
Parlerò col teschio che nulleggia silenzi, dove il buio
si riflette ai margini di una realtà che svanisce;
da lui mi farò gurdare come attraverso una diapositiva,
controluce, per mostrargli la mia vera anima.
“Che cosa avete signore, in questo giorno di festa?”
Il vostro cervello è una massa intutile se non lo capite.
La memoria del futuro mi lacera le membra.
Un giorno, semmai ci rivedremo, vi parlerò
della precisione con cui seziono il mio cuore,
come un killer in camice i suoi cadaveri,
e con la stessa precisione di un bisturi.
“Voi avete bisogno di cambiare vita, mio signore”.
La mia vita non è un argomento, non si cambia;
non è come appendere un abito ed indossarne un altro.
“Oggi il Padre celeste miete troppi martiri”.
Voi siete troppo gentile ma molto è il ciarpame
della vostra mente, sulle soglie dell’innocenza,
che io non sono un martire, ma un malato d’amore!
“Ma l’amore è cieco, mio signore”. E no, venditore
di sogni, l’amore è tutt’altro che cieco - è visionario.
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Concordo con ala, rammenta mercati medioevale con reminiscenze shakesperiane e con un pizzico dei riti religiosi sui sagrati delle chiese dell'Jedermann ripreso anche da Hofmannstahl. L'ho letta ad alta voce per "sentirla" meglio
ciao Yorck
lilli

il 02/02/2009 alle 21:28

Ammiro molto il tuo modo di scrivere, ma,leggendo, credo di capire che non sei sereno,
sembri arrabbiato con qualcuno o per qualcosa.
Spero di sbagliare.!
Hai scritto un primo atto di un classico/tragedia,
un bel lavoro, anche di fantasia.
Ma, forse, ho sbagliato analisi ed il mio commento ha fallito. Meglio così.

Un caro saluto
helan

il 02/02/2009 alle 21:58
ram

Dialogo costruito in modo eccelso.
Ad ogni battuta un verso preciso,
chiaro con una vena pratica semidissacrante.
Sono daccordo sul periodo in cui
andrebbe celbrato questo dialogo.
Ma se non sbaglio l' idea di fondo
del dialogo ricalca il pensiero del preumanesimo,
indi...Petrarca.

Complimenti ancora un
opera da lodare
Notte Davide

il 02/02/2009 alle 22:03

"La mia vita non è un argomento,non si cambia".
"L'amore è tutt'altro che cieco,è visionario".
Fluidità ed eleganza formano un connubbio davvero ben preparato talvolta accompagnata da vere e proprie sentenze,citazioni..come le due elencate sopra.
Originale.

Notte,Horizon

il 02/02/2009 alle 23:18

Allora anche tu sei come l'amore...poeta visionario!
Mi ricorda molto un dialogo di Baudelaire sulle nuvole..anche se non ricordo come s'intitola.

Sognante e amaro insieme.
Queste son le cose che c'ho visto dentro.
E son mischiate tanto sapientemente insieme che il risultato è magico...come una favola triste.

Bella, mi è piaciuta davvero tanto.
Rinnovo i consueti omaggi.
Demonia

il 02/02/2009 alle 23:32

I commenti precedenti hanno colto in pieno il "senso "del tuo brano...
Ma se fosse vero che la vita non si cambia io non esisterei già da un bel pò...e invece sono qui...come te.
La vita è come un ricamo...solo che noi dalla terra vediamo solo il rovescio..e ci appare contorto..ci appare brutto..ma dal cielo la vista di questo ricamo e tutt'altra.

Dialogo cucito con sapiente possesso di immagini...sei molto bravo Yorck..e spero di leggere un tuo libro presto.

Ciao
Klavier

il 03/02/2009 alle 09:30

Tu un vendiore io un affita/sogni
che dire? Maledetti??
smack
liz

il 03/02/2009 alle 10:47
Jul

A me invece ha rammentato Pirandello. Una tematica classica, ed intramontabile!
Ciao, Jul

il 03/02/2009 alle 11:56

Grazie Alessandra per il tuo gentile commento..
e come hai indovinato qui l'Amleto che parla coi teschi
ha fatto la sua parte..
Un caro saluto
Y

il 03/02/2009 alle 13:24

L'ambientazione è proprio quella medievale.
Hai fatto bene a leggerla ad alta voce,
anche perchè in effetti non c'è molta musicalità
in questi versi quanto semmai figure immaginose
e squarci di pensiero.
Quanto ai riti religiosi sui sagrati, penso che i
luoghi inventati siano piuttosto affini.
Grazie lilli
Y

il 03/02/2009 alle 13:33

Putroppo debbo darti ragione, hai sentito benissimo.
La mia serenità di questi giorni è crepuscolare.
Mi fa piacere che il mio lavoro di fantasia ti sia piaciuto..
Un caro ssaluto
Y

il 03/02/2009 alle 13:36

Davvero dissacrante lo sono stato con il venditore di sogni,
quasi a rimproverarlo dell'assurdità di quel mestiere..
Eppure esistono anche se non li trovi nelle piazze...ma nel marcato del lavoro e del commercio
cioè, in chi ti vuole propinare un sogno come se fosse
un prodotto semplicemnte da acquistare e non da costruire..
Grazie Davide per il tuo commento fine e la tua lode
A presto
Y

il 03/02/2009 alle 13:44

Quelle che hai menzionato mi piacciono particolarmente,
per questo le ho messe quasi a concludere il dialogo
con il venditore di sogni.
E' le ho messe proprio a mo' di sentenza,
come hai ben detto tu.
Grazie Horizont per la tua analisi
A presto
Y

il 03/02/2009 alle 13:49

Ognuno vede dei particolari.
Tu hai visto due elementi che costituiscono
questa poesia, il sognante e l'amaro..e la "favola triste"..
E del triste c'è senz'altro in quanto è impossibile comprare
dei sogni (come l'amore), a volte possiamo solo
vederli...noi siamo dei visionari..
Grazie anche a te Demonia
Ricambio i consueti omaggi
Y

il 03/02/2009 alle 13:58

Grazie Klavier per la tua presenza...
la vita non si cambia nella misura in cui noi siamo,
in fondo, sempre gli stessi..
abbiamo molte maschere che possiamo indossare
a nostro piacimento, non così per noi stessi...
anch'io ho cambiato molte volte la mia vita..
ma sono rimasto sempre lo stesso..
l'esistenza è già abbastanza camaleontica, ed il cambiarla
è una illusione talvolta...
Ma come sai io sono un pensatore tragico,
e quando penso allegramene al massimo la vita
mi appare un dramma..
Grazie per il tuo commento e il tuo tentativo di farmi
vedere le cose da altre prospettive
Un caro saluto
Y

il 03/02/2009 alle 14:05

A dire il vero, io, più che vendere sogni,
riesco al più a vendere qualche incubo...
E comunque maledetti sempre siamo, fin da di dentro..
Doppio (d'oppio?) smack
Y

il 03/02/2009 alle 14:09

La prima cosa che ni ha colpito è stata la tua serenità e non ho pensato a commentare i tuoi versi come meritavano e quello che in essi mi aveva colpito di più.
Innanzitutto quel tuo dialogo concitato col venditore,... quella memoria del futuro...quel cambiamento di vita che non è come un cambio di abito...quell'essere malato d'amore e non martire,
quell'amore che non è cieco, ma visionario.
In sintesi, mi ha colpito quasi tutto.
Sei troppo bravo.
Un caro saluto anche a TE
HELAN

il 03/02/2009 alle 14:10

Penso che i nostri scritti di oggi risentano
di tutta la tradizione che ci precede..
Pensa in questi giorni sto leggendo L'umorismo
di Pirandello...e di lui qui qualche spunto lo si trova,
in particolare in riferimento alle maschere, al
problema della nostra identità, ecc.
Grazie Giulia per la tua lettura
Y

il 03/02/2009 alle 14:12

E tu sei troppo gentile con me.
Effettivamente ho messo molte cose in questa non troppo
breve poesia...pernon renderla pesante lettore.
Mi sono mantenuto su alcuni punti chiave,
quelli che hai lucidamente elencato.
Ti ringrazio ancora per i tuoi complimenti
A presto e un caro saluto
Y

il 03/02/2009 alle 14:17

D'oppioSexo e
altro intruglio
;-)
Buon incubo, allora!

Smack
liz

il 03/02/2009 alle 14:24

E a me ha ricordato un mio amico...poeta che ha scritto qualcosa di simile, per quanto riguarda l'ambietazione... Sei arrabbiato, deluso, disilluso..speranzoso?
potresti essere un poeta d'altri tempi...

il 04/02/2009 alle 16:09

Lo sono, cara l_u_n_a!
Questo secolo non mi appartiene!
E forse non appartiene neppure a te!
Cosa sono io? Sono tutte quelle cose che hai scritto,
e tante altre ancora.
Ma ciò che più sono è un visionario...che ha una strana
memoria, che non riguarda il passato,
giacchè io sono già nel passato, ciò di cui oggi
debbo ricordarmi è sempre e solo del futuro.
A presto, compagna di visioni
Y

il 04/02/2009 alle 18:27

Leggo ora questa tua bancarella di sogni dal contenuto forte significativo è un nuovo aspetto della tua molteplice capacità di esporre in simbiosi realtà e sogno. Un carissimo saluto. Giorgio

il 07/02/2009 alle 18:04

perchè non comprare sogni, anche se a volte non si sa, non si può, non si vuole, non si deve?

il 12/02/2009 alle 17:48

La mia tesi è proprio questa.
Ma poiché i sogni talvolta ingannano,
me ne guarderei dall'acquisto.
Grazie per il tuo passaggio
Saluti
Y

il 12/02/2009 alle 21:59

Anche io leggo solo ora il tuo commento,
in notevole ritardo. Ma ti ringrazio sia per l'analisi
sia per il saluto
A presto
Y

il 14/02/2009 alle 00:25

mi piaceeeeeee,ciao cate

il 01/03/2009 alle 22:09

Felice che ti sia piaciuta
e del tuo passaggio a posteriori.
Grazie cata A presto
Y

il 01/03/2009 alle 22:25