Pubblicata il 26/01/2009
Vorrei seguirti in riva ai tuoi segreti,
bagnarmi nel tuo mare di gennaio
complice del tuo errore e del mio errare
grigio di sabbia muta incontro al vento.

Vorrei gridare la mia gioia, forse,
di sogno breve che si perde all’alba
nell’indomani uguale a sempre, ridere
di una liberazione immeritata,

forse, o del nulla; e dov’è la certezza
degli altri becchettare la speranza
e fame rauca di gabbiani, e luce
fioca dell’impazienza di un tramonto.

Io resto a terra, ad ubriacarmi di umile
attesa; vai, dei miei pensieri ignara
e stanca, forse, delle mie parole,
mare di un guscio rotto di conchiglia.
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ram

La tua poesia sembra raccolta
in aria, mentre sei in volo su
un aquilone. Le parole sono
precise, toccanti e riflessive.

Mi è piaciuta moltissimo
ciao ram

il 26/01/2009 alle 10:21

molte, molte le immagini ad effetto che ci hai donato con questa tua..

il 26/01/2009 alle 10:36